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 Servizio speciale riservato

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Nota archivistica

informazioni storico-istituzionali

Nota storica
Con l'introduzione dei servizi telefonici in Italia, parve opportuno alle autorità governative utilizzare fin dai primi anni del secolo il mezzo di comunicazione per esercitare una nuova forma di controllo. A seguito del d. lgt. 27 giu. 1915, n. 987, il ministero dell'interno attuava un " servizio di vigilanza e censura dei telefoni pubblici e privati ai fini della sicurezza dello Stato ", diretto prevalentemente al controllo di notizie a carattere militare. Con r.d.l. 2 lu. 1925, n. 1205, si costituì un ufficio stenografico alle dipendenze del ministero dell'interno retto da un ispettore generale, mentre con r.d.l. 6 genn. 1927, n. 11, divenuto servizio stenografico passò alle dirette dipendenze del capo del governo con ufficio centrale a Roma e uffici periferici da istituirsi ove lo ritenesse necessario il capo del governo. Con r.d.l. 10 genn. 1929, n. 27, convertito in l.24 giu.1929, n.1165, divenne servizio speciale riservato presso la presidenza del consiglio con lo scopo di fornire alle autorità costituite informazioni sull'attività politica, finanziaria, economica del paese. Il servizio speciale riservato effettuava controlli anche per conto della direzione generale della pubblica sicurezza e del ministero della stampa e propaganda, poi cultura popolare. Il 12 gennaio 1944 il governo alleato prese possesso del materiale tecnico del SSR rimasto inattivo dall'8 settembre 1943 e con la collaborazione del personale dello stesso ufficio riorganizzò un servizio di intercettazione telefonica, istituendo un Civil Censorship Group Telephon Subsection (CCG) che lavorava in collaborazione con il SSR. I controlli venivano effettuati per conto dell' alto commissariato per le sanzioni contro il fascismo per la direzione generale di pubblica sicurezza, per le questure e altre autorità italiane. Con d. lgt. 10 ag. 1944, n. 208, il SSR fu attribuito alla direzione generale della pubblica sicurezza e con d. 1. p. 28 giu. 1946, n. 17, fu soppresso

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