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 Statuti

Livello di descrizione: fondo
Consistenza:  voll. 28
Estremi cronologici:  (secc. XII-XVI, con docc. fino al sec. XVIII)

Nota archivistica
Al momento dell'istituzione dell'AS Pisa, la serie degli Statuti, che era conservata nel locale archivio municipale, fu integrata con codici provenienti dall'AS Firenze e dalla biblioteca universitaria di Pisa. Successivamente pervennero all'AS Pisa altri statuti, in virtù di acquisti, doni ed ulteriori trasferimenti. La serie degli statuti del Comune, Divisione A, è aperta da un codice conosciuto dal '700 come codice della Sapienza, il quale contiene la redazione integra più antica del Breve Pisani Communis e del Breve Populi et Compagniarum Pisani Communis nella riforma effettuata l'anno 1286. Si segnalano inoltre i 12 volumi, in varie redazioni, contenenti i Constituta legis et usus. Della raccolta di consuetudini pisane che porta il nome di Constitutum usus fu fatta compilazione nella seconda metà del sec. XII, sulla base di consuetudini anteriori già confermate dall'imperatore Enrico IV. Nello stesso periodo fu rinnovato anche il Constitutum legis. I due Constituta, in un primo tempo distinti, furono successivamente riuniti con gli emendamenti posteriori. I registri pervenutici (il più antico dei quali contiene la redazione del 1233) riportano anche le norme del sec. XII, ma sono scritti tra la fine del sec. XIII e il principio del sec. XIV, con glosse marginali anche più tarde. Fanno eccezione i tre ultimi codici, che sono copie tarde, scritte probabilmente ad uso pubblico, di mano dei secc. XVII e XVIII, con aggiunte molto posteriori che si spingono fino al 1773. Il Constitutum usus contiene numerosi capitoli relativi al commercio marittimo, materia sulla quale più tardi fu redatto uno statuto speciale, il Breve curiae maris con norme risalenti agli anni 1297-1305, anch'esso qui conservato. A questa prima redazione del Breve, in lingua latina, ne seguirono altre in volgare, tutte della prima metà del sec. XIV. Si segnalano inoltre i Brevi dei consoli dei mercanti, il Breve collegii notariorum e quelli delle diverse arti, scritti per la maggior parte in volgare nel sec. XIV.
Altri statuti si trovano in fondi diversi, così ad esempio per il Breve consulum Pisanae civitatis, dell'anno 1164, edito dal Bonaini nel I volume degli Statuti inediti della città di Pisa dal XII al XIV secolo, e per il noto statuto dei consoli pisani del porto di Cagliari, cioè il Breve portus Kallaretani del 1317-1318, vedi Archivi di famiglie e di persone, Roncioni , nel quale si conserva anche un esemplare del Breve del popolo del 1305. Ancora il Breve Consulum Pisanae civitatis del 1162 è conservato nel Diplomatico, Atti pubblici .

informazioni storico-istituzionali

soggetto produttore
Arti, Pisa
Bibliografia
BIBL.: Statuti inediti della città di Pisa... cit.; L. FERRETTI, Appunti sulla genesi dei costituti Pisani, Pisa 1929; Statuti Pisani inediti dal XIV al XVI secolo, raccolti e illustrati per cura di A. ERA, Sassari 1932; G. ASTUTI, Breve portus Kallaretani, in Diritto marittimo, n.s., XLI (1939), pp. 40-55; M. LUZZATTO, Le più antiche glosse ai costituti Pisani, in Archivi, s. II, XXI (1954), pp. 244-277; M. CHIAUDANO, Breve Curiae maris Pisanae civitatis, in Novissimo digesto italiano, II, Torino 1968, p. 575; ID., Breve portus Kallaretani, ibid., pp. 576-577; F. ARTIZZU, Gli ordinamenti pisani per il porto di Cagliari. Breve portus Kallaretani, Roma 1979 [pubblicato anche in Archivi e cultura, XIII (1979), pp. 7-86; contiene la più recente edizione del " Breve portus Kallaretani "]

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