soggetto produttore
La composizione di questo tribunale si stabilizzò durante il pontificato di Sisto V. Esso era composto dal camerlengo che, in particolare, giudicava in materia di gabelle e di privative camerali; dal tesoriere generale; da dodici chierici di Camera - e cioè il presidente delle armi, il prefetto dell'annona, il presidente della grascia, il presidente delle strade che, come si è detto, aveva un proprio notaio e un proprio archivio separato (vedi
Presidenza delle strade
), il prefetto degli archivi, il presidente della zecca, il commissario del mare e prefetto di Castel Sant'Angelo, il presidente delle ripe che, come quello delle strade, aveva un proprio notaio e un proprio archivio (vedi
Presidenza delle ripe
), il presidente delle carceri, nonché tre chierici ai quali spettava ogni anno in sorte il governo di alcuni feudi camerali - dal presidente della Camera; dal commissario generale; dall'avvocato fiscale; tre sostituti commissari; i notai segretari e cancellieri della Camera in numero di nove fino al 1672, poi di quattro. Le cause in primo grado, secondo le particolari materie, venivano dibattute o avanti al camerlengo, o avanti al tesoriere, o avanti ai chierici sopra indicati, o avanti alla congregazione camerale, o avanti alla congregazione per la revisione dei conti; in secondo grado le cause erano portate avanti al tribunale della piena Camera. Il tribunale, soppresso come tutti i tribunali camerali per ordine della Consulta straordinaria per gli Stati romani del 17 giugno 1809, con decorrenza 1° agosto, fu ripristinato con l'editto 13 mag. 1814
[A. AQUARONE, La restaurazione nello Stato pontificio ed i suoi indirizzi legislativi, in Archivio della società romana di storia patria, s. III, IX (1955), p. 126]
il motuproprio 22 nov. 1817 dava però alla giurisdizione camerale un nuovo assetto e il tribunale della Camera, così come aveva funzionato per tre secoli, cessò di esistere