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 Tribunale della Camera apostolica (di prima istanza e di piena Camera)

Livello di descrizione: fondo
Consistenza:  voll. 1.261 e bb. 868
Estremi cronologici:  (1440, 1510-1809 e 1814-1817)
Mezzi di corredo:  Inventario 1970

Nota archivistica
L'archivio, che era conservato dai notai di camera, contiene sia la documentazione prodotta dai giudici di primo grado (camerlengo, tesoriere, chierici). sia quella prodotta dal tribunale della piena Camera. Per i decreti del tribunale, vedi Registri camerali conservati dai notai, Libri decretorum e Registri camerali conservati dai notai, Decreta .
Per il periodo 1818-1831 vedi Uditore del camerlengo ; Uditore del tesoriere ; Tribunale dell'annona e della deputazione annonaria ; Tribunale collegiale della camera apostolica ; Tribunale della piena Camera . Per il periodo 1847-1870, vedi Congregazione civile dell'auditor camerae poi Tribunale civile di Roma . Appartengono allo stesso fondo anche le seguenti serie conservate separatamente:

informazioni storico-istituzionali

soggetto produttore
Tribunale della Camera apostolica (di prima istanza e di piena Camera), Roma
Nota storica
La composizione di questo tribunale si stabilizzò durante il pontificato di Sisto V. Esso era composto dal camerlengo che, in particolare, giudicava in materia di gabelle e di privative camerali; dal tesoriere generale; da dodici chierici di Camera - e cioè il presidente delle armi, il prefetto dell'annona, il presidente della grascia, il presidente delle strade che, come si è detto, aveva un proprio notaio e un proprio archivio separato (vedi Presidenza delle strade ), il prefetto degli archivi, il presidente della zecca, il commissario del mare e prefetto di Castel Sant'Angelo, il presidente delle ripe che, come quello delle strade, aveva un proprio notaio e un proprio archivio (vedi Presidenza delle ripe ), il presidente delle carceri, nonché tre chierici ai quali spettava ogni anno in sorte il governo di alcuni feudi camerali - dal presidente della Camera; dal commissario generale; dall'avvocato fiscale; tre sostituti commissari; i notai segretari e cancellieri della Camera in numero di nove fino al 1672, poi di quattro. Le cause in primo grado, secondo le particolari materie, venivano dibattute o avanti al camerlengo, o avanti al tesoriere, o avanti ai chierici sopra indicati, o avanti alla congregazione camerale, o avanti alla congregazione per la revisione dei conti; in secondo grado le cause erano portate avanti al tribunale della piena Camera. Il tribunale, soppresso come tutti i tribunali camerali per ordine della Consulta straordinaria per gli Stati romani del 17 giugno 1809, con decorrenza 1° agosto, fu ripristinato con l'editto 13 mag. 1814  [A. AQUARONE, La restaurazione nello Stato pontificio ed i suoi indirizzi legislativi, in Archivio della società romana di storia patria, s. III, IX (1955), p. 126]  il motuproprio 22 nov. 1817 dava però alla giurisdizione camerale un nuovo assetto e il tribunale della Camera, così come aveva funzionato per tre secoli, cessò di esistere

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