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 FEUDI


Nota archivistica
La documentazione ha carattere prevalentemente giudiziario; non mancano però carte sui rapporti tra i granduchi e i feudatari, i feudatari e i vassalli e sulla vita di questi ultimi. Tra le carte di alcuni feudi sono conservati anche documenti prodotti dai giusdicenti di alcune località anteriormente all'infeudazione. cinque feudi sono anteriori alle infeudazioni medicee e otto sono stati istituiti dai granduchi. Documentazione proveniente sia da questi, sia da altri feudi, può essere poi reperita negli archivi dei corrispondenti vicariati o podesterie, negli archivi privati delle antiche famiglie feudali o negli archivi comunali. Il materiale riguardante i feudi è descritto in un inventario sommario a stampa

informazioni storico-istituzionali

Nota storica
Il materiale conservato riguarda soprattutto i feudi istituiti dai Medici. Al momento dell'annessione di Siena al principato mediceo erano sopravvissuti solo pochi degli antichi feudi di origine medievale. I granduchi procedettero poi a nuove infeudazioni soprattutto nella Maremma.
Nei territori loro sottoposti i feudatari esercitavano una giurisdizione civile e criminale più o meno ampia, riscuotevano alcuni tributi e potevano imporre prestazioni ai sudditi.
La giustizia veniva amministrata dal feudatario, in prima istanza, attraverso il vicario di sua nomina. I granduchi cercarono di ridimensionare il potere dei feudatari; con il motuproprio del 31 genn. 1685  [Legislazione toscana, 1805, t. XIX, pp. 366-367]  Cosimo III li sottopose più strettamente all'autorità statale. La dinastia lorenese, con le disposizioni del 21 apr. 1749  [Ibid., 1806, t. XXVI, pp. 141-147]  del 3 mag. 1783  [Bandi Toscana, cod. XI, n. CLXV]  del 24 febbr. 1786  [Ibid., cod. XIII, n. XII]  e del 25 ag. 1797  [Ibid., cod. XVI, n. CVII]  abolì in pratica il regime feudale, riducendo il feudo a poco più di una carica onorifica.
Ogni residuo vincolo feudale fu poi anche formalmente eliminato durante la dominazione napoleonica
Bibliografia
BIBL.: Guida-Inventario, III, pp. 93-104. N. MENGOZZI, Il feudo del vescovado... cit.; R. GROSSI, Castrum Campus Silvae historia, Roma 1956; U. MORANDI, I giusdicenti dell'antico Stato senese, ivi 1962, pp. 29-44 (QRAS, 17); G. PANSINI, Per una storia del feudalesimo nel Granducato di Toscana durante il periodo mediceo, in Quaderni storici, VII (1972). PP. 131-186; E. FASANO GUARINI, Lo Stato mediceo di Cosimo, Firenze 1973; I. POLVERINI FOSI, Feudi e nobiltà: i possessi feudali dei Salviati nel Senese (secc. XVII-XVIII), in Bullettino senese di storia patria, LXXXII-LXXXIII (1975-1976), pp. 239-274; ID., Un programma di politica economica: le infeudazioni nel senese durante il principato mediceo, in Critica storica, XIII (1976), pp. 76-88; S. BURGALASSI, I feudi nello Stato senese, in I Medici e lo Stato senese... cit., pp. 63-74; G. CACIAGLI, I feudi medicei. Pisa 1980, passim

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