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 PAESI

Livello di descrizione: fondo complesso

Nota archivistica
L'istruzione 19 mag. 1731 diretta all'archivista Garbiglione, nel trattare della documentazione relativa all'" interno de' Stati " ed in particolare delle " scritture che riguardano i sudditi ", distingueva gli atti che " hanno riflesso a tutti li sudditi, o sia a tutto lo Stato in generale n dagli atti che " riguardano solamente qualche provincia, città, terre e luoghi in particolare ". Essa stabiliva altresì che, tenendo ferma tale distinzione, di seguito alle seconde dovessero essere collocate le u scritture che...
concernono i regni, le provincie, le città e terre le quali furono in altri tempi sotto il dominio dei nostri reali predecessori ", nonché le " scritture che riguardano que' paesi posseduti da altre potenze, sopra le quali peraltro abbiamo una qualche pretensione con tutte le scritture che servono per appoggiarla ". Questa impostazione fu puntualmente attuata nell'ordinamento settecentesco dell'Archivio di corte con la creazione, nell'ambito delle grandi suddivisioni che ne caratterizzano la struttura, di un settore denominato Paesi. Essa non venne modificata dai successivi interventi ottocenteschi.
La situazione attuale della documentazione riflette questo originario impianto.
I fondi in cui essa risulta ripartita sono riconducibili a tre distinte situazioni. Essi hanno infatti riferimento a territori anticamente posseduti o successivamente acquisiti sino a tutto il sec. XVIII, a territori già posseduti e quindi perduti, a territori pretesi. Nell'ambito del primo gruppo sono compresi gli atti relativi ai domini transalpini, ivi compreso il ducato di Aosta, alle undici province piemontesi ed al contado di Nizza. Ad essi fanno seguito i fondi pertinenti ai territori occidentali dello Stato sabaudo acquisiti nel corso dei secc. XVI-XVII (principato di Oneglia, marchesato di Saluzzo, ecc.) ed a quelle province annesse allo Stato sabaudo a seguito dei trattati conclusi nel sec. XVIII (Monferrato, Paesi di nuovo acquisto, ecc.). Nel secondo gruppo risultano inclusi i documenti relativi a terre e province transalpine perdute anteriormente al XVIII secolo. Nel terzo infine sono riuniti gli atti concernenti territori ambiti o solo temporaneamente occupati e con i quali restavano aperte vertenze in materia di confini.
Rispecchiando tale ordinamento la situazione politica settecentesca, risultano compresi tra questi ultimi gli atti relativi alla repubblica di Genova. Per il regno di Sicilia, acquisito nel 1713 e perduto nel 1718, e per quello di Sardegna, a cui, in virtù degli accordi stipulati al momento della cessione ai Savoia nel 1720, non veniva estesa la legislazione vigente sui territori di terraferma, vennero costituiti fondi a se stanti nei quali confluirono, oltre alla documentazione concernente singoli paesi, gli atti relativi all'amministrazione generale di tali territori, ivi comprese le fasi antecedenti alla loro annessione allo Stato sabaudo.
In occasione dei lavori archivistici ottocenteschi venne affrontato l'ordinamento delle carte non classificate dagli interventi settecenteschi o successivamente prodotte, costituendo addizioni ai fondi già esistenti. Avendo riguardo al loro contenuto gli atti vennero raggruppati per circoscrizioni provinciali o per singole località.
L'ordinamento non giunse tuttavia a termine, arrestandosi ad una fase intermedia.
Da tale interruzione trassero pertanto origine gli attuali fondi denominati Paesi in genere per province e Paesi per A e B. Essi sono stati dotati, nel sec. XX, dei relativi inventari

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