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 Economato generale dei benefici vacanti di Torino

Livello di descrizione: fondo
Consistenza:  mazzi 1.170, regg. 3 e pacco 1
Estremi cronologici:  (1733-1874, con docc. in copia dal 951)

Nota archivistica
Il fondo è costituito dalla documentazione prodotta dall'economato come istituzione, dalle istituzioni religiose nel momento in cui il beneficio è provvisto e infine da quella prodotta dall'economato per la gestione del beneficio durante le vacanze.
Il fondo è pervenuto in archivio in due distinti versamenti, l'uno nel 1903, l'altro nel 1925: nella descrizione delle serie archivistiche si è ritenuto opportuno mantenere tale distinzione. Per taluni enti ecclesiastici, i cui archivi confluirono solo in parte nell'economato, vedi Archivio di corte, Materie ecclesiastiche, Abbazie , Regolari e Monache .
Atti pervenuti nel 1903 La documentazione, della consistenza di 731 mazzi, è compresa tra il 1027 ed il 1874, con docc., in copia, dal 1010.
Atti relativi ai gesuiti delle seguenti località: Alessandria, Arona  [In provincia di Novara]  Biella  [In provincia di Vercelli]  Castelnuovo, Chieri, Cuneo, Fenestrelle, Galliavola  [In provincia di Pavia]  Mondovì  [In provincia di Cuneo]  Nizza, Novara, Pavia, Pinerolo, Ponzana  [Nel comune di Casalino in provincia di Novara]  Saluzzo  [In provincia di Cuneo]  Savigliano  [In provincia di Cuneo]  Vercelli, Torino.
Atti relativi ai regolari: Alba  [In provincia di Cuneo]  : Monastero di S. Maria Maddalena; Azzano Panaro: Monastero di S. Bartolomeo; Santuario di Belmonte  [Nel comune di Valperga]  : Eremo; Monastero di S. Maria Maddalena; Cherasco: Convento dei carmelitani; Cuneo: Convento di S. Francesco, Monastero dell'Annunziata; Fossano  [In provincia di Cuneo]  : Monastero di S. Chiara; Gran San Bernardo: Prevostura e Monastero; Lanzo Torinese: Eremo; Mondovì  [In provincia di Cuneo]  : Monastero di S. Maria Maddalena, Agostiniani, Filippini, Domenicani; Muleggio: Monastero di S. Benedetto; Novalesa: Monastero di S. Pietro; Pinerolo: Monastero di S. Chiara, Monastero della visitazione; Torino: Monastero di S. Maria Maddalena, Monastero Adoratrici perpetue, Monastero di S. Pelagia; Savigliano  [In provincia di Cuneo]  Monastero di S. Pietro, Monastero di S. Monica: Vercelli, Monastero di S. Agata; Certosa di Milano e Monastero di trappisti di Monte Bracco; Monastero di Santa Catterina di Biella e S. Chiara di Vercelli; Monastero delle Carmelite in Moncalieri; Monasteri di S. Margherita di Vercelli, dell'Annunziata di Torino, delle Orsoline; Monasteri di S. Felice in Pavia, S. Catterina in Milano, Canoniche di S. Maria in Giosafat di Pavia e di Barnate, Convento dei serviti in Castel S. Giovanni Atti relativi ai collegi gesuitici di Alessandria, Milano, Moncalieri, Mondovì  [In provincia di Cuneo]  Novara, Pavia e Torino. Atti prodotti dall'economato come ufficio.
Atti pervenuti nel 1925 La documentazione, della consistenza di 439 mazzi, 3 regg. e 1 pacco, compresa tra il 1011 e il 1872, con docc. in copia dal 951, comprende anche archivi prodotti dalle istituzioni ecclesiastiche soppresse.
Acqui (Acqui Terme)  [In provincia di Alessandria]  Abbazia di S. Pietro 1709-1859, mazzi 2. Inventario analitico.
Aiguebelle: Prevostura 1266-1790, mazzo 1. Alba  [In provincia di Cuneo]  Abbazia di S. Gaudenzio 1625-1863, mazzo 1. Alessandria: Abbazia di S. Giovanni del Cappuccio 1504-1801, mazzi 2. Asti: Prevostura della Casa di Dio 1508-1857, mazzi 3. Basaluzzo  [In provincia di Alessandria]  Abbazia di S. Bartolomeo del Fossato 1817-1865, con docc. in copia del 1776, mazzo 1.
Bergamasco  [In provincia di Alessandria]  Abbazia di S. Cristoforo 1613-1788, mazzo 1. Bessa: Abbazia 1289-1799, con docc. in copia, dal 1089, mazzi 3. Caramagna (Caramagna Piemonte)  [In provincia di Cuneo]  Abbazia 1432-1854, mazzi 8. Casanova, (Casanova Elvo)  [In provincia di Vercelli]  Abbazia di S. Maria 1186-1872, mazzi 49. Inventario analitico. Cavour: Abbazia di S. Maria 1287-1864, con docc. in copia, dal 1001, mazzi 13 e reg. 1. Chésery: Abbazia di S. Maria 1663-1753, mazzo 1. chiusa (chiusa di San Michele): Abbazia 1180-1845, mazzi 33 e pacco 1. Chivasso: Prevostura di S. Michele 1569-1798, mazzo 1. Desana  [In provincia di Vercelli]  Prevostura 1510-1856, mazzo 1. Entremont: Abbazia 1265-1791, mazzi 9. Grazzano (Grazzano Badoglio)  [In provincia di Asti]  Abbazia dei SS. Vittore e Corona 1245-1856, con docc. in copia dal 951, mazzi 24. Ivrea: Abbazia di S. Stefano 1201-1798, con docc. in copia dal 1001, mazzi 13. Lucedio  [Nel comune di Trino in provincia di Vercelli.]  Abbazia di S. Maria 1441-1785, con docc. in copia dal 1241, mazzi 6 e reg. 1. Abbazia di S. Genuario 1221-1858, con docc. in copia, dal 1203, mazzi 7. Inventario analitico. Mallare  [In provincia di Savona.]  Abbazia di S. Maria dei Fornelli 1735-1854, con docc. in copia dal 1483, mazzo 1. Molo  [Nel comune di Borghetto di Borbera in provincia di Alessandria]  : Abbazia di S. Pietro 1616-1819, con docc. in copia dal 1554, mazzi 2. Moncenisio: Prevostura 1094-1825, mazzo 1. Mortara  [In provincia di Pavia.]  : Abbazia di S. Albino 1708-1784, mazzo 1. Nizza: Abbazia di S. Ponzio 1529-1853, con docc. in copia dal 1357, mazzi 2. Novalesa: Abbazia dei SS. Pietro e Andrea 1463-1805, con docc. in copia dal 1386, mazzi 9. Oulx: Prevostura 1518-1761, con docc. in copia dal 1296, mazzi 2. Pareto  [In provincia di Alessandria]  Abbazia di S. Pietro 1709-1866, con docc. in copia dal 1629, mazzo 1. Pesio  [Nel comune di Chiusa di Pesio in provincia di Cuneo]  : Certosa 1205-1780, con docc. in copia dal 1173, mazzi 18. Pontecurone  [In provincia di Alessandria]  Abbazia di S. Pietro 1752-1786, mazzo 1: comprende documenti dell'abbazia di S. Michele di Serravalle (1712-1785). Ripaglia: Priorato, 1435-1652, mazzo 1. Rivalta (Rivalta di Torino): Abbazia 1197-1845, con docc. in copia dal 1137, mazzi 33. Inventario sommario. Saint Jean d'Aulphs: Abbazia di S. Giovanni 1523-1787, con docc. in copia dal 1201, mazzi 3.
San Benigno di Fruttuaria: Abbazia 1270-1867, con docc. in copia dal 1015, mazzi 39. Sangano: Abbazia dei SS. Ottavio, Avventore e Solutore 1011-1834, mazzi 49 San Mauro: Abbazia 1440-1804, con docc. in copia dal 1430, mazzi 23. Selve (Selve Marcone)  [In provincia di Vercelli]  Abbazie 1528-1864, mazzi 4. Staffarda  [Nel comune di Revello in provincia di Cuneo]  Abbazia 1606-1753, mazzo 1.
Torino: Cimiteri, Porta di Po e Porta Palazzo 1775-1794, mazzi 2. Tortona  [In provincia di Alessandria]  Abbazia di S. Marziano 1515-1788, con docc. in copia dal 1041; Abbazia di S. Alberto di Butrio 1610-1842, con docc. in copia dal 1087, mazzo 1; Abbazia di S. Paolo 1557-1796, con docc. in copia dal 1479, mazzo 1. Vercelli: Abbazia di S. Andrea e canonici lateranensi 1230-1829, mazzo 1; Abbazia di S. Stefano 1431-1847, con docc. in copia dal 1404, mazzi 14 e reg. 1. Vezzolano  [Nel comune di Albugnano in provincia di Asti.]  Abbazia 1178-1800, con docc. in copia dal 1095, mazzi 6. Villar San Costanzo  [In provincia di Cuneo]  Abbazia 1492-1798, con docc. in copia dal 1316, mazzi 18.
Vittorio Amedeo delle Lanze, abbate: documenti della sua amministrazione 1265-1772, mazzi 13.
Benefici dello Stato Lombardo-Veneto sec. XIX, mazzo 1. La documentazione è costituita per lo più da stampati, commende, disposizioni governative in materia di benefici.
Benefici ecclesiastici nel regno d'Italia e in Toscana 1803-1813, mazzi 2.
Benefici della Savoia 1262-1715, mazzi 2.
Carte Tadini 1832-1836, mazzi 2. La documentazione, che fu trasmessa al r. economato dei benefici vacanti dal card. Tadini, comprende carte relative a visite pastorali presso corporazioni religiose della Liguria.
Miscellanea 1435-1842, mazzo 1. Comprende: Priorato di S. Bartolomeo in Vallombrosa; Abbazia di S. Maria di Altacomba; Abbazia di S. Silano di Romagnano; Abbazia di S. Martino dell'Isola Gallinara e Priorato di Nostra Signora di Pontelungo; Abbazia di S. Pietro di Erbamara; Abbazia di S. Lorenzo al Pozzo; Abbazia di S. Salvatore in casalvolone; Prepositura dei SS. simone e Giuda; Abbazia di S. spirito di Cumignago; Abbazia di S. Bovo; Abbazia di S. Giulio di Dulzago; Monastero di Borgo San Dalmazzo.
Padri serviti di S. Carlo 1705-1862, con docc. in copia dal 1653, mazzi 2. La documentazione comprende prevalentemente i serviti di Torino; esistono carte relative anche a serviti di altre città, tra le quali Racconigi  [In provincia di Cuneo]  Alessandria

informazioni storico-istituzionali

soggetto produttore
Economato generale dei benefici vacanti, Torino
Corporazioni religiose soppresse del Regno di Sardegna, Torino
Nota storica
Il fondo risulta dalla confluenza di documentazione formatasi in un lungo arco temporale in relazione a competenze precedentemente gestite dalla camera dei conti e dal 1733 affidate all'economato dei benefici vacanti. La materia beneficiaria, oggetto di numerose controversie con la Santa Sede, fu regolata negli Stati sabaudi da una serie di bolle e brevi papali e concordati stipulati tra i Savoia e lo Stato pontificio. Con bolla 10 genn. 1452 papa Niccolò V concedeva al duca Ludovico e ai suoi successori di nominare come titolare dei benefici resisi vacanti esclusivamente soggetti di fiducia del sovrano  [Ibid., t.1, vol. 1, pp. 483-485]  Tale indulto fu confermato nel tempo  [Duboin, t. I, vol. 1, pp. 489-494, 532-533, 614-616]  Con il " concordato sugli spogli e vacanti de' benefizi " del 24 giu. 1750  [Ibid., pp. 777-779]  seguito ai due precedenti del 29 mag. 1727  [Ibid., pp. 616-617]  e del 5 genn. 1741  [Ibid., pp. 718-721]  lo Stato pontificio rinunciava al diritto di spoglio, sino allora esercitato su vescovati e abbazie ed altri benefici compresi nell'indulto di Niccolò V, ai frutti dei benefici minori di libera collazione resisi vacanti ed infine al diritto di riscuotere gli inesatti alla morte di qualunque vescovo, abate o altro beneficiario. Di contro lo Stato sabaudo si impegnava ad impiegare sui Monti della città di Torino a favore della Camera apostolica un capitale che fruttasse l'annua rendita di 1500 scudi romani. Originariamente sottoposta al diretto controllo della Camera dei conti  [Regole camerali emanate da Carlo III il 19 sett. 1522, nn. 14-15, in Editti antichi e nuovi, p. 450; Editto di Sua Altezza che attribuisce e dichiara l'autorità e giurisdizione alla Camera de' Conti, [...] emanato da Emanuele Filiberto il 16 ott. 1560, ibid., p. 457; Edict de Madame Royale touchant l'exercise de la jurisdiction de la Chambre des Comptes e des officiers, n. 6, in Duboin, t. III, parte II, vol. 4, p. 574]  l'amministrazione dei benefici vacanti ebbe una prima organica regolamentazione con r. viglietto 21 mag. 1733  [AS TORINO, Camerale, art. 692, parag. 1, Regi viglietti, reg. 1730 in 1733, n. 44, f. 198 e seguenti]  con il quale fu disposto lo stabilimento di un conservatore generale dei benefici vacanti e di un economo a questi sottoposto. Conservatore ed economo ebbero competenze e compiti precisi per quanto riguardava l'esazione dei redditi, le disposizioni per lavori e riparazioni alle fabbriche e la spedizione dei mandati per i pagamenti. Una successiva " Istruzione regia all'Economo Generale dei benefizi vacanti " del 13 sett. 1771  [Duboin, t. I, vol. I, pp. 829-833]  confermando sostanzialmente le competenze espresse dal regio viglietto del 1733, analizzava le procedure da seguirsi in occasione della riduzione a mano regia di un beneficio resosi vacante e, viceversa, della immissione in possesso, una volta avvenuta la nomina del titolare. L'istruzione ribadiva inoltre che l'economato esercitava la propria " regalia " solo sui benefici di regia nomina e patronato degli antichi Stati, mentre nelle province di nuovo acquisto si estendeva anche ai benefici di collazione ordinaria.
Durante la dominazione francese l'istituto non subì sostanziali modifiche, come si può evincere dal decreto emanato dalla commissione esecutiva del Piemonte in data 7 germile dell'anno 9 repubblicano (28 mar. 1801)  [AS TORINO, Finanze, Governo francese, mazzo 130: Decreti della commissione esecutiva del Piemonte dalli 10 per tutto li 30 ventoso anno 9 repubblicano e dal primo per tutto il germile anno 9 repubblicano dal primo per tutto li 31 mar. 1801, f. 200]  L'amministrazione dei benefici vacanti, ormai svincolata dal rispetto dei concordati stipulati in passato con la Santa Sede, continuava però ad essere gestita dall'economo generale in base all'istruzione del 13 sett. 1771. Con il rientro dei Savoia nel loro Stato, dopo una provvisoria amministrazione a cura delle finanze, il biglietto 28 ott. 1815 restituiva all'economato le proprie competenze e prerogative in materia di benefici vacanti  [Ibid., Controllo, Biglietti, reg. 1, f. 116]  Fu creata inoltre in data 9 apr. 1816 una delegazione composta dal primo presidente del senato, da due senatori e da due collaterali alla quale fu affidato il compito di conoscere e giudicare in merito a liti sorte a qualsiasi titolo nella gestione dei benefici vacanti e dei beni delle corporazioni religiose soppresse  [Ibid., Controllo, Giudici e Delegazioni, reg. 1815 in 1816, n. 2, f. 295.]  Gli editti 11 dic. 1838 e 30 ott. 1847  [Ibid., Controllo, Editti, reg. 1838 in 1841 n. 1, f. 90 r.; Collezione celerifera, p. 625.]  abolirono tale giurisdizione privilegiata affidando la cognizione delle cause relative ai benefici vacanti ai tribunali ordinari. Provvedimento fortemente innovativo fu quello con il quale l'economato generale passò alle dipendenze del ministero per gli affari ecclesiastici, di grazia e giustizia  [Ibid., Controllo, Decreti amministrativi, reg. 1852, n. 20, f. 176.]  Con l'unità la legislazione dello stato sabaudo in materia beneficiaria si estese all'intero territorio nazionale e furono istituiti ovunque economati e subeconomati di benefizi vacanti alle dipendenze del ministero di grazia, giustizia e culti. L'istituzione, così definita, gestiva direttamente il patrimonio beneficiario in epoca di vacanza dando vita pertanto a una documentazione che presenta analogia con quella prodotta dall'ente nel momento in cui il beneficio è provvisto. L'analogia è esaltata inoltre dall'acquisizione da parte dell'economato dei titoli utili all'esercizio della sua regalia. A questi atti si contrappone la documentazione prodotta dall'ufficio quale apparato burocratico istituzionale per la gestione della politica generale di cui l'ufficio era titolare
Bibliografia
BIBL.: L. VIGNA, V. ALIBERTI, op. cit., III, Torino 1846, pp. 611-627, voce Economato (R.) generale dei benefici vacanti; Novissimo Digesto Italiano, III, Torino 1968, pp. 321-346, voce Beneficio vacante

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