soggetto produttore
Agli uffici di insinuazione, istituiti con editto 28 apr. 1610
[Duboin, t. XXV, vol. XXVII, pp. 41-50]
era demandata la conservazione delle copie degli atti notarili sia per assicurare la pubblicità degli atti sia per garantire alla finanza statale le entrate derivanti dagli oneri fiscali che gravavano su tutta l'attività contrattuale o unilaterale sottoposta a tale forma di registrazione. I notai dovevano insinuare gli atti rogati negli uffici competenti per territorio. Norme precise regolavano la tenuta dei libri dell'insinuazione
[Ibid., pp. 51-53]
era stabilita tra l'altro la divisione degli istrumenti in base alla provenienza geografica e pertanto per tutto il sec. XVII è possibile individuare per ogni tappa le suddivisioni per località. A partire dal 1730 invece gli istrumenti delle varie località di ciascuna tappa vennero registrati in un unico ordine cronologico
[Questo in contrasto con il n. 18 delle regie costituzioni del 1729 che ribadiva la suddivisione per località, ibid.. pp. 242-252]
Gli uffici di insinuazione compilavano gli indici alfabetici per nome delle parti e assicuravano, in via eccezionale, la conservazione degli atti di " notai cessati ", per i quali non venisse assicurata altrimenti la conservazione. La competenza territoriale degli uffici di insinuazione subì modificazioni nel 1734
[Manifesto camerale pel nuovo regolamento delle tappe di insinuazione nelle provincie di Piemonte, Nizza, Oneglia, Monferrato e Lomellina, 15 novembre 1734, ibid., pp. 267-275]
e nel 1816
[Manifesto camerale, 1 luglio 1816, in Raccolta regi editti, vol. VI, pp. 54-65]
Soppressi durante la dominazione francese, furono ripristinati con r. editto 12 lu. 1814.
L'ufficio di insinuazione di Torino, nel 1610, aveva competenza sulle seguenti località: Torino, Grugliasco, Collegno, Beinasco, Dros, Altessano, San Mauro (San Mauro Torinese), Druent (Druento) Caselle (Caselle Torinese), Borgaro Torinese, Settimo Torinese, Leinì, Pianezza.
Nel 1734: Torino, Altessano, Beinasco, Borgaro Torinese, Caselle (Caselle Torinese), Collegno, Druent (Druento), Dros, Grugliasco, Leiny, Pianezza, Rubianetta, San Mauro (San Mauro Torinese), Settimo Torinese, Venaria Reale, Cassinali, Borgorato, Stupinigi, Parpaglia con Torino, Moyrano, Sambui con San Mauro, Gambarana, Tetto di Pagliero, Tetto di Rodo o Fumero, Tochi, Chiabassi, Torrione, Tetto de Cochi, Tetto de Brodi, Coa, Viala con Beinasco.
Nel 1816: Torino con suo territorio
Soppressi durante la dominazione francese, furono ripristinati con r. editto 12 lu. 1814.
L'ufficio di insinuazione di Torino, nel 1610, aveva competenza sulle seguenti località: Torino, Grugliasco, Collegno, Beinasco, Dros, Altessano, San Mauro (San Mauro Torinese), Druent (Druento) Caselle (Caselle Torinese), Borgaro Torinese, Settimo Torinese, Leinì, Pianezza.
Nel 1734: Torino, Altessano, Beinasco, Borgaro Torinese, Caselle (Caselle Torinese), Collegno, Druent (Druento), Dros, Grugliasco, Leiny, Pianezza, Rubianetta, San Mauro (San Mauro Torinese), Settimo Torinese, Venaria Reale, Cassinali, Borgorato, Stupinigi, Parpaglia con Torino, Moyrano, Sambui con San Mauro, Gambarana, Tetto di Pagliero, Tetto di Rodo o Fumero, Tochi, Chiabassi, Torrione, Tetto de Cochi, Tetto de Brodi, Coa, Viala con Beinasco.
Nel 1816: Torino con suo territorio