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 Patroni, Provveditori, Inquisitori all'arsenal e Visdomini al la Tana

Livello di descrizione: fondo
Consistenza:  bb., filze e regg. 608
Estremi cronologici:  (1370-1797, con notizie di docc. dal 1303)
Mezzi di corredo:  Inventario sec. XX; schedatura e fotoriproduzione dei disegni

Nota archivistica
L'archivio è unico e comprende anche materiale dei visdomini alla Tana e dell'Inquisitorato.
Serie principali

informazioni storico-istituzionali

soggetto produttore
Patroni, Provveditori, Inquisitori all'arsenal e Visdomini alla Tana , Venezia
Nota storica
La gestione, la sorveglianza e la piena responsabilità dell'arsenale (casa dell'arsenal) sotto il profilo sia tecnico che amministrativo e contabile spettavano inizialmente ai patroni, attestati dal 1258 (28 sett., maggior consiglio) ma certo più antichi. Le loro attribuzioni furono definite dal maggior consiglio nel 1302, 25 febbr.; nel 1303 (3 ag., maggior consiglio) essi ebbero giurisdizione sugli ufficiali del canevo, competenti sulla provvista della canapa e fabbricazione dei sartiami. In prosieguo di tempo tuttavia la loro importanza diminuì gradualmente a vantaggio dei provveditori, espressione della volontà politica e dell'iniziativa del senato, anche in relazione al sempre più minaccioso pericolo turco; rimasero ad essi principalmente gli aspetti tecnici e la vigilanza sulle costruzioni navali.
Ottenuta nel 1442, 27 mag., dal maggior consiglio un'ampia delega di poteri circa il governo dell'arsenale e l'attività dei patroni, il successivo 18 ott. il senato istituì due provveditori al fine di sollecitare la costruzione di cinquanta galee sottili di riserva. Un'analoga magistratura fu reiterata nel 1453, 16 ag., dopo la caduta di Costantinopoli (29 mag.), con il medesimo incarico ma con il titolo di provveditori all'arsenal, e ancora nel 1462, 19 nov., per apprestare venticinque galee, con funzioni ormai di impulso, organizzazione, indirizzo e controllo sull'operato stesso dei patroni. Funzioni via via accentuate nelle successive elezioni, più o meno ricorrenti, fino allo stabilizzarsi del magistrato intorno al 1520-1530 (23 febbr. 1523, senato); significativo il controllo esercitato sulla gestione finanziaria, a volte con poteri di inquisizione e con giurisdizione.
Dal 1533 (17 sett., consiglio di dieci) al 1550 (13 ott., consiglio di dieci; 18 ott., senato) l'elezione dei provveditori fu rivendicata dal consiglio di dieci, per ritornare poi al senato. Nel 1621 (3 sett., senato) si ebbero degli aggiunti per rivedere e riformare la scrittura contabile; l'elezione di tali aggiunti divenne prassi abituale nella seconda metà del settecento. Per prevenire e reprimere il rischio di intacchi (ruberie e peculato) furono inoltre istituiti inquisitori, organo eccezionale a partire dal 1534 (5 nov., senato) e durante il sec. XVII, sempre più frequenti nel settecento fino a divenire stabili sul finire della repubblica (12 dic. 1782, senato).
I patroni costituivano il reggimento dell'arsenal; insieme ai provveditori formavano la banca, che esercitava numerose competenze; con l'integrazione dei rappresentanti di altri magistrati la banca diveniva collegio o collegetto all'arsenal, riunito sporadicamente, soprattutto in ordine a rivendicazioni economiche e salariali delle maestranze (arsenalotti).
Oltre alle corderie della Tana  [E tradizione che la corderia fosse chiamata Tana perché nel medioevo la canapa proveniva a Venezia dalla Crimea (La Tana, Azov)]  , rette dagli ufficiali del canevo, sostituiti nel 1558 (21 sett., senato; 1 ott., maggior consiglio) dai visdomini alla Tana, avevano sede in arsenale le fonderie di cannoni di bronzo, dipendenti dai provveditori alle artiglierie ) e le armerie (sale d'armi). Rientravano nelle competenze del magistrato all'arsenal i boschi di quercia, riservati alle costruzioni navali, quali ne fosse l'appartenenza (pubblici, comunali o privati) e le querce in genere; il pubblico bosco del Cansiglio, che forniva i remi di faggio; i catastici di tali boschi; i mulini, per l'utilizzo di legname impiegato nelle ruote; le attrezzature per lo spegnimento degli incendi, all'occorrenza compito degli arsenalotti
Bibliografia
BIBL.: DA MOSTO, I, p. 160. La bibliografia sull'Arsenale è molto ampia, in gran parte però di carattere tecnico e descrittivo. si segnalano: M. FORSELLINI, L'organizzazione economica dell'Arsenale di Venezia nella prima metà del Seicento, in Archivio veneto, s. V, VII (1930), pp. 54-117; F. C. LANE, The rape factory and hemp trade in the fifteenth and sixteenth centuries, in Journal of economic and business history, IV (1932), pp. 830-847 [ristampato in ID., Venice and History, Baltimore 1966, pp. 269-284]; ID., Venetian ships and ship-builders of the Renaissance, Baltimore 1934 [ed. riveduta]; R. ROMANO, Aspetti economici degli armamenti navali veneziani nel sec. XVI, in Rivista storica italiana, LXXVI (1954), pp. 39-67; F. C. LANE, Navires et constructeurs à Venise pendant la Renaissance, Paris 1965; G. BELLAVITIS, L'Arsenale di Venezia. Storia di una grande struttura urbana, Venezia 1983; E. CONCINA, L'Arsenale della Repubblica di Venezia, Milano 1984; F. ROSSI, Le magistrature... cit., pp. 723-745
Altri strumenti di ricerca:Unità di descrizione omologa all'interno del SiASVe - Sistema informativo dell'Archivio di Stato di Venezia

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