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 Delegazione apostolica di Fermo, poi Delegazione apostolica di Fermo ed Ascoli, poi Delegazione apostolica di Fermo

Livello di descrizione: fondo
Consistenza:  bb. 300
Estremi cronologici:  (1817-1860)
Mezzi di corredo:  Inventari 1962 e 1979

Nota archivistica
L'archivio della delegazione ha subito la perdita di tutto il carteggio del periodo 1815-1845 (tranne pochi frammenti), una parte rilevante del carteggio del successivo periodo 1846-1860, tutti i registri e tutti i protocolli. Attualmente il fondo ha la seguente consistenza

informazioni storico-istituzionali

soggetto produttore
Delegazione apostolica di Fermo poi Delegazione apostolica di Fermo ed Ascoli poi Delegazione apostolica di Fermo
Nota storica
Il motuproprio di Pio VII 6 lu. 1816 eresse Fermo e il territorio del suo stato a delegazione apostolica, formata da un solo distretto
 [Nel territorio dell'attuale provincia di Ascoli, venne eretta anche un'altra delegazione, quella di Ascoli , formata da due distretti: Ascoli e Montalto ]  Dopo i primi provvisori assetti territoriali stabiliti dal predetto motuproprio e dalla successiva notificazione Consalvi 18 sett. 1816, il definitivo riparto territoriale dello Stato pontificio emanato con l'editto Consalvi 26 nov. 1817 ampliò la circoscrizione della delegazione: entrarono a farne parte il comune di Montegiorgio, dalla delegazione di Macerata, e i comuni di Montefiore (Montefiore dell'Aso), Montelparo, Monterubbiano e Santa Vittoria (Santa Vittoria in Matenano), dalla delegazione di Ascoli; il distretto fu diviso in otto governi: Fermo, Falerone, Grottammare, Mogliano  [In provincia di Macerata]  Montefiore (Montefiore dell'Aso), Montegiorgio, Monterubbiano e Santa Vittoria (Santa Vittoria in Matenano). Le disposizioni del motuproprio di Leone XII 5 ott. 1824 apportarono una importante modificazione: alla delegazione di Fermo venne riunita quella di Ascoli. La nuova delegazione riunita prese il nome di delegazione di Fermo ed Ascoli; ebbe due capoluoghi: Fermo, dove risiedeva il delegato, ed Ascoli, dove era un luogotenente; e risultò formata da tre distretti: il distretto di Fermo e quelli di Ascoli e di Montalto. Successivamente il distretto di Fermo, a seguito del nuovo riparto territoriale pubblicato dal motuproprio del medesimo pontefice 21 dic. 1827, subì notevoli variazioni della sua circoscrizione: ricevette i comuni di Montegranaro, Monte San Pietrangeli e Sant'Elpidio a Mare dalla confinante delegazione di Macerata e Camerino alla quale a sua volta cedette i comuni di Gualdo  [In provincia di Macerata]  Loro (Loro Piceno)  [In provincia di Macerata]  Mogliano  [In provincia di Macerata]  Petriolo  [In provincia di Macerata]  e Sant'Angelo in Pontano  [In provincia di Macerata]  inoltre ricevette i comuni di Cossignano e Ripatransone dal distretto di Montalto, al quale cedette i comuni di Acquaviva (Acquaviva Picena), Carassai e San Benedetto (San Benedetto del Tronto) e venne diviso in sette governi: Fermo, Grottammare, Montegiorgio, Monterubbiano, Ripatransone, Sant'Elpidio a Mare e Santa Vittoria (Santa Vittoria in Matenano): Questo suo nuovo assetto territoriale rimase invariato anche quando durante gli avvenimenti del febbraio-marzo 1831, si tornò alla separazione delle due delegazioni riunite, separazione confermata da Gregorio XVI nell'aprile successivo e sancita dall'editto Bernetti 5 lu. 1831 e dal riparto territoriale che gli fece seguito nel 1833, e tale continuò a rimanere fino all'unità. Dopo l'unità un identico assetto si riprodusse nell'organizzazione territoriale del circondario di Fermo nella provincia di Ascoli Piceno

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