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 Commissione ausiliare antichità e belle arti

Livello di descrizione: fondo
Consistenza:  bb. 6
Estremi cronologici:  (1835-1860)

Nota archivistica
La documentazione inizia nel 1835 quando la commissione bolognese fu completamente rinnovata nella sua composizione

informazioni storico-istituzionali

soggetto produttore
Commissione ausiliare antichità e belle arti, Bologna
Nota storica
In base all'art. 5 dell'editto cardinalizio 7 aprile 1820 sopra le antichità e gli scavi si dovevano istituire in ogni provincia dello Stato pontificio commissioni ausiliarie rispetto a quella di Roma. La commissione della legazione di Bologna, come quella della delegazione di Perugia, doveva essere composta di membri scelti tra gli appartenenti all'accademia di belle arti. Tra le sue competenze specifiche vi era l'accertamento e la sorveglianza degli oggetti artistici conservati in luoghi pubblici e privati, laici ed ecclesiastici, e il sovrintendere sulla loro eventuale alienazione nonché sugli oggetti ritrovati negli scavi
Bibliografia
BIBL.: M. CAIANIELLO BELLINI, L'opera archeologica della commissione ausiliaria di antichità e belle arti di Bologna, in Atti e memorie della deputazione di storia patria per le province di Romagna, n. s., XX (1969), pp. 193-239

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