soggetto produttore
Una disposizione dello statuto di Imola del 1334 prescriveva di conservare nella sacrestia dei frati minori i documenti del comune ed in particolare quelli dell'amministrazione della giustizia; documenti che erano redatti da notai cittadini al servizio del comune. La identificazione nella stessa persona del notaio rogatario, quale addetto ai tribunali cittadini e quale scrittore di atti tra privati, che, come in tutti i comuni italiani si verifica anche in Imola, è da presumersi abbia portato già nel sec. XV alla costituzione del nucleo iniziale di un fondo notarile all'interno dell'archivio comunale, come testimoniato dal consistente numero di protocolli del periodo, tuttora conservati. I documenti comunali passarono successivamente nel convento di S. Domenico ed agli inizi del sec. XVI furono accolti nel palazzo del comune. Precisa individualità di archivio notarile il fondo l'acquistò forse solo verso la metà del sec. XVIII, quando si condusse a termine il riordinamento di tutta la documentazione dei notai imolesi, al momento raccolta nel palazzo del comune.
Fino agli inizi del sec. XIX si conservarono in questo archivio notarile solo gli atti dei notai che avevano rogato prevalentemente nel territorio della comunità. Nel 1810, divenuta Imola nell'ordinamento del regno d'Italia capoluogo di distretto nel dipartimento del Reno, furono ivi concentrati gli atti notarili di centri dipendenti dalla città: Lugo, Fontana (Fontanelice), Castel Bolognese ed altri. Tale documentazione tuttavia non rimase a lungo in Imola. Negli anni 1816-1817 passarono al nuovo archivio notarile distrettuale di Lugo i documenti di questo centro e del suo territorio: Cotignola [ In provincia di Ravenna ] Massa Lombarda [ In provincia di Ravenna ] Santa Agata (Sant'Agata sul Santerno) [ In provincia di Ravenna ] e Conselice [ In provincia di Ravenna ] Inoltre, a seguito del motuproprio di Pio VII del 31 mag. 1822, vennero riportati nel centro amministrativo o governo dei vari circondari gran parte degli atti notarili concentrati in Imola durante il periodo napoleonico.
Si raccolse così in Casola Valsenio [ In provincia di Ravenna ] la documentazione di questo centro e di Castel del Rio, Fontana (Fontanelice) e Tossignano (Borgo Tossignano), ed in Castel Bolognese [ In provincia di Ravenna ] quella del luogo, di Riolo (Riolo Terme) [ In provincia di Ravenna ] e Solarolo [ In provincia di Ravenna ] Solo un secolo più tardi, nel 1925, dopo la soppressione dell'archivio notarile di Casola Valsenio, si fece luogo ad una nuova concentrazione in Imola degli atti notarili di Castel del Rio, Fontanelice, Tossignano, atti che con quelli di Imola e della vicina Dozza costituiscono l'attuale fondo notarile
Fino agli inizi del sec. XIX si conservarono in questo archivio notarile solo gli atti dei notai che avevano rogato prevalentemente nel territorio della comunità. Nel 1810, divenuta Imola nell'ordinamento del regno d'Italia capoluogo di distretto nel dipartimento del Reno, furono ivi concentrati gli atti notarili di centri dipendenti dalla città: Lugo, Fontana (Fontanelice), Castel Bolognese ed altri. Tale documentazione tuttavia non rimase a lungo in Imola. Negli anni 1816-1817 passarono al nuovo archivio notarile distrettuale di Lugo i documenti di questo centro e del suo territorio: Cotignola [ In provincia di Ravenna ] Massa Lombarda [ In provincia di Ravenna ] Santa Agata (Sant'Agata sul Santerno) [ In provincia di Ravenna ] e Conselice [ In provincia di Ravenna ] Inoltre, a seguito del motuproprio di Pio VII del 31 mag. 1822, vennero riportati nel centro amministrativo o governo dei vari circondari gran parte degli atti notarili concentrati in Imola durante il periodo napoleonico.
Si raccolse così in Casola Valsenio [ In provincia di Ravenna ] la documentazione di questo centro e di Castel del Rio, Fontana (Fontanelice) e Tossignano (Borgo Tossignano), ed in Castel Bolognese [ In provincia di Ravenna ] quella del luogo, di Riolo (Riolo Terme) [ In provincia di Ravenna ] e Solarolo [ In provincia di Ravenna ] Solo un secolo più tardi, nel 1925, dopo la soppressione dell'archivio notarile di Casola Valsenio, si fece luogo ad una nuova concentrazione in Imola degli atti notarili di Castel del Rio, Fontanelice, Tossignano, atti che con quelli di Imola e della vicina Dozza costituiscono l'attuale fondo notarile