Poco dopo il passaggio dell'isola sotto il dominio sabaudo l'intendente generale di Sardegna avocò parte dei documenti dell'Archivio patrimoniale spagnolo, e cioè quelli aventi pertinenza con l'amministrazione demaniale e con l'attività del tribunale del regio patrimonio di cui era presidente. In prosieguo di tempo, quellospezzone d'archivio, a cui fu mantenuto il nome di Archivio patrimoniale, si unì ai documenti della stessa intendenza, ed al complesso fu dato il nome di regio Archivio patrimoniale ed economico. Nel 1838, soppresso il tribunale del regio patrimonio, l'Archivio patrimoniale restò presso l'intendenza dove fu conservato con pochissima cura finché, nel 1846, buona parte delle sue scritture - assieme con carte della intendenza generale cui erano inscindibilmente connesse
[AS CAGLIARI, Atti d'ufficio, Libro di pareri, c. 34v, n. 66, vedi anche il fondo
Intendenza generale di Sardegna
]
- furono versate " disordinate e confuse "
[AS CAGLIARI, Atti d'ufficio, Libro di pareri, c. 46v ]
all'Archivio.
I documenti residui furono assorbiti dalla direzione dell'insinuazione e demanio di Cagliari, istituita con r.d. 4 dic. 1849
[Raccolta Regno di Sardegna, 1849, n. 968 ]
dopo la cessazione del regime viceregio.
Tale ufficio, infatti, subentrato nelle funzioni delle soppresse amministrazioni patrimoniali autonome, acquisì parte della loro documentazione, come prova il fatto che nel 1858 versò ai regi Archivi le serie Spogli e vacanti (1777-1853) del Monte di riscatto
[F.LODDO CANEPA, Il r. Archivio ..., cit. p. 16, n. 38 ]
Nel medesimo anno, la stessa direzione pretese per motivi di servizio la consegna di parte dell'Archivio patrimoniale ed economico versato nel 1846, che fu così ulteriormente smembrato.
Le carte del Monte di riscatto, Scrivanie ed insinuazione, Amministrazioni diverse, Feudi, Affari diversi, passarono alla direzione demaniale
[Cfr. AS CAGLIARI, Atti d'ufficio, Inventario generale 1874 ]
mentre i regi Archivi continuarono a conservare, per quanto è stato possibile ricostruire, almeno gli Spogli e vacanti, le Sacche e passaporti e l'archivio Aymerich.
A seguito della riforma dell'amministrazione demaniale, operata col r.d. 7 lu. 1867 n. 3809, la direzione delle tasse, trasferendosi da Cagliari a Sassari, restituì ai regi Archivi, il 30 settembre 1867, i documenti ricevuti nel 1858, con qualche diminuzione.
Successivamente al 1874
[In questa data fu compilato l'inventario generale dell'Archivio dal Pillito, e i documenti ricevuti nel 1858 non vi figurano. Loddo Canepa (Il r. Archivio ... cit., p. 29) ipotizza che il versamento sia avvenuto nel 1867, con il grosso del fondo ]
il complesso archivistico concluse il suo procedimento formativo con l'acquisizione di due serie di cause, civili e penali. A testimoniare la provenienza della miscellanea dall'amministrazione del regio demanio, le fu allora attribuita la denominazione che si mantiene per lunga tradizione.
Tale complesso (1331- sec. XIX) consta di 99 pacchi, 50 mazzi, 942 buste e 13 registri.
Tutti i fondi sono muniti di inventario.