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Provvisioni
Livello di descrizione: fondo
Consistenza: regg. 518
Estremi cronologici: (1281-1530)
Mezzi di corredo: Inventario sommario 1959; regesti parziali inizi sec. XX; regesti delle provvisioni dal 1414 al 1452 della seconda metà del sec. XIX
Nota archivistica
Le provvisioni rappresentano, in generale, l'ultima fase di un processo legislativo che trova un primo atto nelle Consulte e pratiche o nei Libri fabarum (le prime sono verbali delle riunioni dei consigli; i secondi registrazioni sommarie delle discussioni dei consigli con l'indicazione dei voti raccolti dalle varie proposte, e poi un secondo atto nei Protocolli delle provvisioni, cioè nei minutari o appunti elaborati dal notaio durante la discussione
informazioni storico-istituzionali
soggetto produttore
Nota storicaLe provvisioni erano disposizioni riguardanti la vita dello Stato che, già deliberate dai Signori e collegi, venivano portate prima all'approvazione dei consigli " opportuni " (consiglio generale e speciale del podestà, consiglio generale e speciale del capitano del popolo, consiglio del cento), che nuovamente le discutevano e le votavano. Una volta approvate definitivamente, le provvisioni venivano rogate dal notaio, che le scriveva sui registri particolari.
Per affermare l'autorità e l'inviolabilità delle provvisioni si usava anche il termine di " provvisioni canonizzate ": ma queste riguardavano, per lo più, l'amministrazione finanziaria del comune
Bibliografia
BIBL.: Le consulte della repubblica fiorentina... cit., I, pp. V-XXXVII; B. BARBADORO, Il primo ordinamento dell'archivio delle riformagioni e la conservazione degli atti consiliari del comune di Firenze, in Ad Alessandro Luzio gli Archivi di Stato italiani, Miscellanea di studi storici, I, Firenze 1933, pp. 197-204; ID., Le fonti della più antica legislazione fiorentina... cit.; ID., Gli atti consiliari del comune di Firenze fino alla metà del trecento, in Archivio storico italiano, s. VII, t. XXII (1934), pp. 67-119