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 CANCELLERIA ARAGONESE

Livello di descrizione: fondo complesso

Nota archivistica
I registri di cancelleria hanno subito nei secoli ripetute e gravi perdite; molti andarono distrutti nella sollevazione popolare del 1647, quando il palazzo del duca di Caivano, segretario del regno, fu saccheggiato e devastato; altri furono bruciati dai rivoltosi nel 1701, nella congiura del principe di Macchia. La distruzione quasi totale si è verificata poi nell'ultimo conflitto mondiale  [Anteriormente al 1943 esistevano presso l'AS Napoli 49 registri< Privilegiorum >1452-1495, voll. 7< Partium >1459-1498, voll. 7< Comune >1460-1501, voll. 18< Iustitiae >1458-1493, voll. 6< Curiae >1482-1501, voll. 7< Exterorum >1467-1494, voll. 3< Capitulorum >1490-1493, vol. 1. ] 

informazioni storico-istituzionali

soggetto produttore
Cancelleria aragonese, Napoli
Nota storica
La cancelleria nel periodo aragonese, pur continuando a costituire l'ufficio in cui si compilavano e spedivano gli atti di governo, subì ad opera di Alfonso I d'Aragona sostanziali modifiche. Il gran cancelliere, che la presiedeva, fu assistito da un consiglio di reggenti.
La classificazione degli atti e i titoli dei registri mutarono; furono modificate altresì la formulazione e la spedizione degli Atti. Il segretario divenne la figura preminente; egli dettava o stendeva per iscritto l'ordine sovrano, e finì gradualmente col sostituire il cancelliere.

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