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 Ufficio alle cause pie

Livello di descrizione: fondo
Consistenza:  voll. e bb. 70
Estremi cronologici:  (secc. XV-XIX)

Nota archivistica
Il fondo risulta dalla fusione di due archivi, Cause pie e luoghi pii, non ordinato  [Cfr. MOSCHETTI, p. 112]  , e Deputazione alla cause pie, ordinato  [Ibid., p. 129]  , ed è così suddiviso

informazioni storico-istituzionali

soggetto produttore
Ufficio alle cause pie, Padova
Nota storica
Sorto nel 1420 con la denominazione di deputati alle chiese, aveva l'incarico di vigilare su tutto ciò che riguardava l'amministrazione delle chiese, monasteri e pii istituti della città e della provincia. Dopo la deliberazione del maggior consiglio del 20 sett. 1767, con la quale si stabiliva l'ammortizzazione delle cause pie, vennero istituiti i sopraintendenti alle cause pie (terminazione dell'8 apr. 1768 dei revisori e regolatori delle entrate pubbliche) con la specifica incombenza di sovrintendere alla corretta esecuzione della nuova normativa.
Ambedue soppressi, durante il breve periodo del governo democratico, furono ripristinati dall'Austria con proclama del 7 mar. 1798 che li riunì in un unico corpo denominato deputazione alle cause pie, eletto e presieduto dal consiglio generale. A tale magistratura non solo fu restituita la originaria potestà statutaria in materia economica ma fu attribuita anche quella in materia disciplinare, facoltà quest'ultima che, durante il dominio veneziano, spettava esclusivamente alla magistratura veneziana dei provveditori sopra monasteri e dell'aggiunto sopra monasteri. Con il ritorno dei francesi tale deputazione venne assorbita dalla congregazione di carità.

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