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 Tribunale di provvisione

Livello di descrizione: fondo
Consistenza:  bb. 65
Estremi cronologici:  (1500-1786, con lacune)

Nota archivistica
II materiale documentario del fondo ha inizio dalla presenza francese nel ducato di Milano a seguito della sconfitta di Ludovico il Moro. Dopo un'interruzione sul finire della dominazione sforzesca (1533), la documentazione riprende in pieno periodo spagnolo (1560). Essa raccoglie le carte non solo del Tribunale di provvisione, ma anche del Consiglio generale e di altri organi che specialmente nel periodo teresiano si aggiunsero nel quadro delle riforme dello Stato.
Il grosso dell'archivio riguarda appalti, annona e dazi. La documentazione relativa al consiglio è costituita da deliberazioni. Vi sono inoltre documenti dei Deputati sopra il patrimonio urbano (1759-1761) e dei Prefetti al governo della città e provincia di Pavia (1762-1786)

informazioni storico-istituzionali

soggetto produttore
Tribunale di provvisione, Pavia
Nota storica
Il tribunale di provvisione costituito da dodici publici comodi provisores fu organo ese cutivo rispetto al consiglio generale stando a quanto era prescritto negli Statuta tam de regimine potestatis quam civilia et criminalia Regiae, et excelse urbis Papiae  [Lo statuto è edito in Statuta civitatis et principatus Papiae..., Pavia 1950 ]  del 1393: qui sapientes possint deliberare petitiones et provisiones ponendas ad consilium maius ducentorum. I poteri dei membri del tribunale furono ribaditi dagli Ordines pro regimine celeberrimae Ticinensis rei publicae (1549), aggiornati da Filippo II nel 1580 e nel 1588. D'altra parte il consiglio generale venne a trovarsi in una condizione di paralisi in quanto gli Ordines confermarono che membri potevano essere solo quelli provenienti dalle antiche famiglie e vietarono altresì la rotazione stessa di consiglieri. I dodici " provvisori " vennero così ad ampliare sempre di più i loro poteri

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