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 Consigli e riformanze

Livello di descrizione: fondo
Consistenza:  voll., regg. e fascc. 241
Estremi cronologici:  (1252-1816 , con docc. in copia dal 1189)
Mezzi di corredo:  Inventario a stampa

Nota archivistica
Verbali redatti dal notaio delle riformanze e concernenti l'attività deliberativa esercitata dal collegio dei priori e dai principali consigli a carattere costituzionale e rappresentativo; ai consigli vanno aggiunte quelle magistrature straordinarie che si costituivano in particolari contingenze, come i Tre officiali sopra la guerra e la conservazione del pacifico stato di Perugia, i Cinque e poi Dieci officiali dell'arbitrio, e simili, che nella maggior parte dei casi operavano insieme ai priori, ma talora si sostituivano ad essi.
Il fondo è diviso in tre gruppi: un primo gruppo di voll. 15 dal 1252 al 1339 (soprattutto sec. XIII, con docc. in copia datati dal 1189) contiene atti pubblici di varia natura e di notevole interesse, ordinati senza organicità tra il sec. XVIII e il sec. XIX; un secondo gruppo di voll. i 60, con voll. 10 cartacei di indici coevi, comprende in rigoroso ordine cronologico le sole riformanze dal 1315 al 1326, dal gennaio al dicembre 1351 e dal 1375 al 1816; un terzo gruppo di regg. e fascc. 56 dal 1277 al 1792 contiene in prevalenza minute di deliberazioni del collegio dei priori, ma anche di altri consigli, e per quanto saltuaria e lacunosa, costituisce però un'importante fonte di integrazione delle riformanze del secondo gruppo relative agli stessi anni.

informazioni storico-istituzionali

soggetto produttore
Consigli e riformanze, Perugia
Nota storica
I priori delle arti erano dieci, due per ciascuna porta, e costituivano il principale organo della struttura comunale realizzatasi agli inizi del '300. Scelti tra gli appartenenti alle arti, la loro elezione avveniva ogni due anni, e, dal 1494, ogni trimestre. Nell'esercizio delle funzioni normative ed amministrative ad essi attribuite erano affiancati da una serie di consigli: speciale, generale, maggiore, del popolo, dei camerlenghi e dei rettori delle arti, dei savi e da altri costituiti in particolari contingenze. La magistratura, sospesa nel periodo 1540-1552, fu ripristinata da Giulio III con la stessa denominazione, ma con poteri notevolmente ridimensionati, che gradualmente si riducono alla sola ordinaria amministrazione. Scomparsa durante la repubblica romana e temporaneamente ripristinata nel 1800, fino alla unione dell'Umbria all'impero francese nel 1809, fu soppressa definitivamente nel 1816.
Bibliografia
BIBL.: CECCHINI, pp. 13-32. V. ANSIDEI, Regestum reformationum comunis Perusii ab anno MCCLVI ad annum MCCC, in Bollettino della r. deputazione di storia patria per l' Umbria, XXV (1922), pp. 221-312, XXVII (1924), pp. 319-338; Reformationes comunis Perusii quae extant anni MCCLXII a cura diU. NICOLINI, Perugia 1969; C. CUTINI, Frammenti di riformanze del comune di Perugia dell'anno 1278, in studi in onore di Leopoldo Sandri, II, Roma 1983 (PAS, XCVIII. saggi, 1), pp. 317-346.

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