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 Provvisioni degli anziani e Consigli del popolo

Livello di descrizione: fondo
Consistenza:  voll. e regg. 123
Estremi cronologici:  (1298-1406, con lacune e con pochi docc. del sec. XV stilati all'epoca della dominazione fiorentina)

Nota archivistica
La documentazione delle serie di questo fondo è costituita da volumi, ciascuno dei quali abbraccia, di solito, un bimestre, cioè la normale durata di un anzianato. Alcune suddivisioni interne compaiono nel corso del sec. XIV: ad esempio le Provvisioni di stipendiari, fino al 1348, sono confuse con le Provvisioni ordinarie, mentre successivamente vengono separate e addirittura, in certi periodi, sono distinte, anche internamente, in Provvisioni di stipendiari a piedi e Provvisioni di stipendiari a cavallo. Le serie sono estremamente frammentarie: si hanno lacune di interi anni e, per gli anni conservati, si hanno pochi registri.
Si segnala anche un cartulario che comprende copie dei più importanti consigli del senato, del popolo, delle provvisioni degli anziani, dal 1307 al 1405. La collocazione di questo cartulario si deve al Lupi che la fece derivare dal suo titolo: infatti, all'inizio del registro, è scritto che esso doveva stare " penes Cancellarium dominorum Antianorum ". Molti di questi atti sono gli stessi contenuti nel cartulario segnalato nel fondo Provvisioni e consigli . Singole provvisioni degli anziani di questo periodo si trovano nel Diplomatico e in altri fondi quali, ad esempio, quello degli Ospedali riuniti e quello dell'Opera del duomo.

informazioni storico-istituzionali

soggetto produttore
Anziani e Consigli del popolo, Pisa
Nota storica
E' noto che il collegio degli anziani del popolo era già costituito nel 1254; tuttavia il primo documento che offre notizie, in dettaglio, su questa magistratura è il breve del popolo del 1286 (vedi Statuti ). Secondo le rubriche di questo statuto e di quelle degli statuti che lo seguirono nel sec. XIV, gli anziani dovevano essere eletti in numero di dodici, tre per quartiere; l'intero collegio veniva eletto bimestre per bimestre. Dei dodici anziani, quattro (uno per quartiere) appartenevano alla categoria degli artifices, cioè erano scelti tra gli iscritti alle arti e, solitamente, tra i componenti delle sette arti maggiori.
I rimanenti appartenevano ai populares non artifices e provenivano, nella grande maggioranza, dalla curia dei mercanti, dall'ordine del mare, dall'arte della lana, cioè dalle tre grandi organizzazioni mercantili-industriali che si erano costituite separatamente dalle sette a rti.
Secondo le disposizioni del 1286, il consiglio maggiore del popolo, convocato dal capitano del popolo, affidava l'elezione degli anziani ad un certo numero di savi chiamati e lettori.
Successivamente, nel 1307, una riforma tesa a garantire maggiore continuità di governo, lasciando invariata la durata in carica degli anziani, stabilì che fossero gli anziani stessi a scegliere i savi elettori e inoltre dispose che fossero imborsati i nomi dei candidati non più solamente per un bimestre, ma in numero tale da coprire nove bimestri.
Gli anziani furono, nei limiti posti dagli statuti e dai consigli, il massimo organo di governo del periodo. I loro poteri concernevano l'elezione degli ufficiali ordinari e straordinari della repubblica, compresi i maggiori, l'elezione di ambasciatori, la cura dei rapporti con l'estero e l'amministrazione interna dello Stato
Bibliografia
BIBL.: R. ARCHIVIO DI STATO DI PISA, Ordinamento e inventario delle Provvisioni... cit.; F. RIZZELLI, Gli anziani nel governo del comune Pisano in Archivio storico italiano. s. V, t. XXXIX (1907), pp. 56-100 [pubblica alcuni documenti di questa serie]; B. CASINI, Magistrature deliberanti del comune di Pisa e leggi di appendice agli statuti, in Bollettino storico Pisano, s. III, XXIV-XXV (1955-1956), pp. 91-199; Id., Inventario dell'Archivio del comune... citata.

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