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 Commissario generale della Camera apostolica

Livello di descrizione: fondo
Consistenza:  voll. 940 e regg. 25
Estremi cronologici:  (1582-1870)
Mezzi di corredo:  Inventari antichi; inventario sommario parziale 1977

Nota archivistica
L'archivio si compone di raccolte di documenti (originali, ma soprattutto copie) legate in volumi che sono per la maggior parte contraddistinti dal nome del commissario pro tempore. L'archivio, che per disposizione pontificia doveva conservarsi in locali annessi alla abitazione del commissario stesso, era dislocato, almeno fino al sec. XVIII, nel palazzo detto della " dogana di terra " a piazza di Pietra  [Giulio Sperandini, ex commissario generale, non essendo più in condizioni di pagare l'affitto dei locali a piazza di Pietra, in una lettera del 1° mar. 1798, chiedeva al " cittadino Maffei " istruzioni sul da farsi relativamente all'archivio, alla biblioteca e a varie posizioni che si trovavano presso di lui e che dovevano essere riarchiviate: vedi AS ROMA, Miscellanea camerale per materia, Archivio della Camera apostolica, b. 4 ]  Durante il periodo napoleonico anche questo archivio fu trasferito a Parigi  [AS ROMA, Miscellanea camerale per materia, Archivio della Camera apostolica, b. 4/5; M.GACHARD, op. cit., p. 23]  Non si può dire con certezza se fu in quella occasione, o al momento in cui fu incamerato dallo Stato italiano, che l'archivio venne depauperato di alcune serie, peraltro conservate anch'esse in Archivio di Stato separatamente o incluse in altri fondi. Facevano parte dell'archivio del Commissario con molta probabilità: innanzi tutto una delle collezioni di chirografi che attualmente sono collocate fra le serie di registri della Camera apostolica (vedi Registri camerali conservati in computisteria, Chirografi pontifici ); in secondo luogo una delle collezioni dei bandi attualmente conservate in maniera autonoma (vedi Bandi ); in terzo luogo l'archivio delle Congregazioni particolari deputate ; infine gli inventari antichi della camera Apostolica conservati nella raccolta Manoscritti della biblioteca dell'AS Roma , nonché alcuni degli inventari conservati nella Miscellanea camerale per materia, Archivio della camera apostolica . Inoltre molti volumi di legislazione e di carattere amministrativo conservati nella biblioteca dell'Archivio di Stato provengono dalla dispersa biblioteca del Commissario generale

informazioni storico-istituzionali

soggetto produttore
Commissario generale della Camera apostolica, Roma
Camera apostolica, Roma
Nota storica
La data di nascita di questa magistratura non è stata ancora precisata. Il Garampi  [G. GARAMPI, Saggi di osservazioni sul valore delle antiche monete pontificie, Roma 1766]  sostiene che il commissario esisteva gih nel 1456; mentre in genere la sua istituzione si fa risalire ad Adriano VI  [J. SPIZZICHINO, Magistrature dello Stato pontificio (476-1870), Lanciano 1930, p. 350]  Le sue attribuzioni peraltro cominciarono a delinearsi con precisione verso la fine del sec. XVI (in particolare con la bolla di Sisto V Ad excelsum del 12 ott. 1586) e la sua importanza crebbe insieme con quella del tesoriere generale del quale divenne il principale collaboratore. ciò si spiega anche con il fatto che la carica di commissario generale veniva concessa soltanto ad illustri giuristi. Nell'ambito della Camera apostolica il commissario aveva come compito primario quello di sollecitare ed istruire le azioni atte a perseguire qualsiasi persona fisica e giuridica che fosse debitrice morosa del fisco; inoltre egli aveva alcune funzioni consultive ed estese funzioni di controllo sulla contabilità camerale. Per espletare i compiti del suo ufficio e per preparare e istruire le cause fiscali il commissario aveva piena ed ampia facoltà di richiedere documenti e copie di documenti ai vari uffici. Proprio per questa sua particolare funzione a questo magistrato competeva anche un controllo sugli archivi camerali

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