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 Congregazione dei residui

Livello di descrizione: fondo
Consistenza:  bb. 115
Estremi cronologici:  (1735-1837, con docc. dal 1695)
Mezzi di corredo:  Inventario sommario; rubricella delle posizioni dei debitori per gli anni 1822-1831; rubricella dei cessionari dei censi e canoni camerali dal 1822 al 1831

Nota archivistica
L'archivio è incompleto e lacunoso. Comprende: cause camerali; crediti e pesi camerali (appalti, affitti, tasse, emolumenti dovuti alla Camera apostolica, note mensili dei debitori e verbali delle risoluzioni della Congregazione camerale) dal 1695 al 1807 (con lacuna 1722-1745); cessioni di censi e canoni, del 1823 (atti di cessione, per lo più della Computisteria camerale, divisione V); liquidazione dei conti dei funzionari e debitori dei cessati governi, con il carteggio dei Commissari dei residui dalle province, dal 1804 al 1837; liquidazione dei conti dei funzionari e appaltatori verso la Camera apostolica e debitori, con fogli delle risoluzioni e note dei debitori, 1760-1807 e 1821-1831

informazioni storico-istituzionali

soggetto produttore
Congregazione dei residui, Roma
Camera apostolica, Roma
Nota storica
Eretta da Clemente XII con chirografo 14 lu. 1735, Ad circumspectam romani; confermata da Benedetto XIV con motuproprio 18 mar. 1746. Aveva. lo scopo di regolare le scritture e l'amministrazione dell'erario e le competevano la rivendicazione dei beni ecclesiastici e camerali alienati, la composizione delle vertenze e la liquidazione dei conti relativi, funzioni in parte precedentemente assolte da tre computisti della Camera. La congregazione si riuniva dinanzi al tesoriere generale con l'intervento dell'avvocato fiscale, del commissario della Camera, del computista generale, di alcuni sostituti. Molto scarsa fu la sua attività fra il 1800 e il 1809 perché le sue competenze furono assorbite, oltre che dal camerlengato e dalla Camera, dalle congregazioni deputate per il recupero dei beni ex nazionali. Ripristinata dopo la restaurazione, le sue competenze furono aumentate con le istruzioni del tesoriere generale del 27 lu. 1822; con successivi ampliamenti di poteri divenne una magistratura paragonabile alla corte dei conti.
Tra le attività della congregazione va ricordata la liquidazione delle aziende economiche del governo italico, per la quale nel 1818 furono deputate due commissioni, l'una residente in Macerata, l'altra in Forlì, poi sostituite, con la ricordata circolare del 1822, da un commissario in ciascuno dei capoluoghi dei sei ex dipartimenti.
Alla congregazione succedette nel 1832 il consiglio fiscale

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