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 Tribunale del prefetto (o maggiordomo) dei palazzi apostolici

Livello di descrizione: fondo
Consistenza:  voll. 1.595, b. 1 e rub. 1
Estremi cronologici:  (1814-1869, con docc. dal 1715)
Mezzi di corredo:  Inventario 1971

Nota archivistica
L'archivio Contiene gli atti della giurisdizione criminale del prefetto posteriormente alla restaurazione con l'esclusione di una sola busta di documenti la cui datazione (1715-1808) è molto saltuaria. Per gli atti più antichi dell'archivio, in gran parte in materia civile, vedi Congregazione del buon governo  [ARCHIVIO DI STATO DI ROMA, L'archivio della S. Congregazione... cit., pp. 454-459]  , serie B , ove si conservano le cause relative agli anni 1586-1831, e serie C , ove si conservano i broliardi, i manuali, le sentenze e i registri di sentenze per gli anni 1636-1831.

informazioni storico-istituzionali

soggetto produttore
Tribunale del prefetto (o maggiordomo) dei palazzi apostolici, Roma
Nota storica
Il prefetto dei palazzi apostolici aveva giurisdizione civile e criminale sui familiari del papa e su quelli che con il loro mestiere o la loro arte servivano nei palazzi apostolici.
Inoltre egli era anche governatore di Castelgandolfo ove agivano in sua vece un vicegovernatore e un luogotenente. Il tribunale fu soppresso in periodo francese; ripristinato nel 1814 e riconfermato con motuproprio 5 ott. 1824. La dichiarazione del 17 febbr. 1832 precisava che, in conformità al regolamento organico per l'amministrazione della giustizia civile del 5 ott. 1831, paragrafo 41, veniva soppressa la giurisdizione civile del prefetto, mentre rimaneva in vigore quella criminale. La stessa dichiarazione, peraltro, prevedeva che in Castelgandolfo, località considerata parte integrante dei palazzi apostolici, doveva risiedere un governatore con il compito di giudicare sia in materia civile, sia in materia criminale. Dalle sentenze di quest'ultimo era ammesso ricorso alla congregazione civile dell'auditor Camerae e agli altri tribunali di Roma Le funzioni di notaio cancelliere erano espletate dal notaio dell'ufficio 3° del tribunale dell'auditor camerae

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