albero raccoglitore

 Dogana dei paschi

Livello di descrizione: fondo
Consistenza:  regg. e bb. 665
Estremi cronologici:  (1419-sec. XVIII)
Mezzi di corredo:  Inventario 1940

informazioni storico-istituzionali

soggetto produttore
Dogana dei paschi, Siena
Nota storica
Il territorio del comune di Siena comprendeva, fin dalle sue origini, vasti appezzamenti di terreno adibiti a pascolo, di cui si servivano anche pastori provenienti da zone confinanti o assai lontane. Per lo sfruttamento di questi terreni - prevalentemente ubicati in Maremma venne approntato un sistema di tariffe amministrato da un ufficio detto dogana dei paschi.
Era formato da un camarlingo e da nove ufficiali fra i quali veniva nominato un capo vergaro residente in Maremma, che aveva alle dipendenze un gruppo di vergari con funzioni di controllo sul territorio e sull'osservanza delle leggi. Una parte dei proventi della dogana dei paschi confluiva nel monte dei paschi secondo un meccanismo analogo a quello della dogana del sale, alla quale per un certo periodo i paschi vennero accorpati (vedi Dogana del sale poi Magistrato del sale e grascia ). In epoca medicea la struttura dell'ufficio subì alcune modifiche e dalle rendite della dogana poté trarsi quel capitale che consentì al monte dei paschi di trasformarsi in una vera e propria banca.
Questa magistratura fu soppressa da Pietro Leopoldo nel 1778
Bibliografia
BIBL.: Guida-Inventario, I, pp. 238-250. I. IMBERCIADORI, Il primo statuto della dogana dei paschi maremmani (1419), in Note economiche, XIII (1980), n. 1. pp. 50-82; D. BARSANTI, Allevamento e transumunza m Toscana. Pastori, bestiame e pascoli nei secoli XV-XIX, Firenze 1987: C. ZARRILLI, Dogana dei paschi, in Leggi. magistrature, archivi. Repertorio...cit., pp. 109-129

vai sul padreprecedenteprossimovai al primo figlio
vai