L'ordinamento settecentesco distingueva i benefici maggiori, cui sovrintendeva un abate, dai benefici minori, indicando le carte dei primi con la denominazione di
Abbazie
e quelle dei secondi con la denominazione di Regolari. Questa distinzione, operata con alcune eccezioni, non fu estesa anche agli ordini femminili.
Questi archivi rivestivano un particolare interesse nello Stato sabaudo in ordine ad alcuni speciali diritti che sulle abbazie vantava il sovrano.
Come già rilevato per le abbazie, anche in questo caso vennero a giustapporsi atti provenienti dall'economato generale dei benefici vacanti, e dalle segreterie competenti in materia, con quelli derivanti dalla soppressione dei vari enti ecclesiastici.
Le carte concernono monaci e frati, canonici regolari