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 Casa di Sua Maestà

Livello di descrizione: fondo
Consistenza:  regg., mazzi e pacchi 1000 ca
Estremi cronologici:  (secc. XVII-XVIII)
Mezzi di corredo:  Elenco di versamento 1970

Nota archivistica
Il fondo documentario è parzialmente ordinato per cui si segnalano solo le serie per le quali è stata completata la schedatura

informazioni storico-istituzionali

soggetto produttore
Savoia, Casa di Sua Maestà, Torino
Nota storica
La denominazione qui usata fa riferimento all'intero apparato della corte e alle sue articolazioni amministrative, compresa l'azienda creata nel 1730. La suddivisione dei servizi in casa, camera e scuderia risale agli statuti di Amedeo VIII del 1430  [AS TORINO, Corte, Biblioteca antica, Decreta seu statuta vetera]  Il gran maestro aveva la direzione del personale e dei servizi relativi alla casa vera e propria. Il gran ciambellano svolgeva le medesime funzioni per la camera, ossia per tutto ciò che concerneva la persona del principe.
Dal grande scudiere infine dipendevano le scuderie, il personale ad esse addetto e i paggi.
All'elemosiniere era affidata la direzione spirituale della casa reale. Con Emanuele Filiberto venne creato il consiglio della casa  [Ibid., camerale, art. 259, parag. 2, mazzo 1, n. 3; Duboin, t. VIII, vol. X, pp. 111-120]  che riuniva periodicamente i " grandi " e il maggiordomo di quartiere, assistiti dal tesoriere, dal controllore e dal segretario della casa. Altri ufficiali potevano essere chiamati a parteciparvi. Il consiglio aveva competenza in materia di personale ed era organo consultivo e di controllo. Doveva, fra l'altro, garantire l'approvvigionamento di quanto necessario alla corte. Nelle " Memorie " del 25 febbr. 1680  [Ibid., pp. 133-227]  tra le cariche di corte risulta quella di intendente della casa istituita per l'amministrazione economica. Il 12 nov. 1698  [Ibid., pp. 517-522]  un'istruzione ducale ridefinì le competenze del consiglio e quelle dei singoli suoi componenti: le regie costituzioni dell'11 apr. 1717  [Ibid., pp. 593-596]  e regolamenti " pel governo economico delle aziende " del 28 giu. 1730  [Ibid., pp. 661-670]  dettero nuova sistemazione alla corte sabauda. Il gran ciambellano, il gran mastro della casa e il gran scudiere dovevano garantire il corretto ed efficiente funzionamento del settore di rispettiva competenza. La gestione economica della real casa era affidata all'intendente generale che dipendeva direttamente dal re. Presso l'ufficio dell'intendenza era tenuta la cassa del tesoriere, soggetta alla ispezione di un controllore particolare del controllo generale. L'intendente redigeva il bilancio generale delle spese e lo presentava poi al consiglio. Esaminava e sottoscriveva i recapiti, già firmati dal " grande " competente per materia, e ne ordinava infine la spedizione che veniva peraltro effettuata a nome del " grande ". Proponeva inoltre, udito il parere del " grande " il personale subalterno per i posti vacanti iscritti in bilancio
Bibliografia
BIBL.: L. VIGNA, F. ALIBERTI, Dizionario di diritto amministrativo, I, TORINO 1841; I. MASSABO' RICCI, La magnificenza della Corte e la sua memoria documentaria. Problemi di metodo, in Porcellane e argenti del Palazzo Reale di Torino, Milano 1986, pp. 108-124; G. G. BECK, Ricerche storico-giuridiche sull'Azienda della Real casa del Regno di Sardegna con particolare riferimento al XVIII secolo, Torino, anno accademico 1986-1987; I. MASSABO' RICCI, C. ROSSO, La Corte quale rappresentazione del potere sovrano, in Figure del Barocco in Piemonte. La Corte, le città, le province, ivi 1988, pp. 11-40

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