La miscellanea così tradizionalmente indicata comprende, articolati in due serie, i documenti raccolti al momento della restaurazione negli Archivi di corte. L'Azienda generale delle finanze acquisì la documentazione che si presumeva utile per gestire la transizione economica e amministrativa dal sistema francese a quello sabaudo (cfr. precedente voce
Amministrazione francese
); le carte di non immediata utilità o recuperate successivamente
[Missioni di recupero furono effettuate in Francia dall'avv. Lodovico Costa e dall'archivista Simondi a partire dal 1815, cfr. AS Torino, Corte, Regi archivi, " G. Fea, cenno storico... " cit., p. 150; le carte del governo provvisorio piemontese (1798-1799) furono rimpatriate solo nel 1833, ibid., categoria 1, mazzo 4, n. 21]
furono invece raccolte senza essere ordinate.
Solo alla fine del secolo fu intrapreso l'ordinamento; in una prima fase l'archivista Vajno sistemò i documenti con un criterio misto, cronologico-istituzionale e per materia, e dotò le prime 59 cartelle di un inventario sommario. Adolfo Maspes, subentrato successivamente nel lavoro, adottò un criterio di ispirazione " peroniana " fissato da Nicomede Bianchi nell'opera Le carte degli archivi piemontesi, edita a Torino nel 1881. Interrotto anche questo intervento per ordine superiore, i documenti rimasero scissi in due serie: la prima formata dai documenti originariamente elencati da Vajno meno quelli estratti da Maspes, la seconda comprendente le carte trasferite da Maspes nella serie riclassificata unitamente a quelle che Vajno non ebbe tempo di descrivere
[Relazione di A. Maspes sull'ordinamento dei documenti dell'epoca francese allegata alla nota 27 giugno 1900, n. 126, sezione 3, indirizzata alla direzione dell'Archivio, in AS Torino, Archivio dell'Archivio]