raccoglitore

profilo istituzionale
tipo di ente: Uffici periferici
Tribunale criminale (20 mag. 1808 - 28 mag. 1809)   poi
Corte criminale (29 mag. 1809 - 27 mag. 1810)
datazione
20 mag. 1808 - 27 mag. 1810
contesto storico istituzionale
Regno di Napoli (1806-1815)
notizie storiche
La legge 20 maggio 1808, n. 140, sull’”organizzazione giudiziaria” istituì (art.46) un tribunale criminale in ogni provincia e nelle stesse sedi del tribunale di prima istanza ( vedi ).
Esso era composto da un presidente e da cinque giudici; vi erano poi un procuratore regio e un cancelliere (art.49).
Contro le “decisioni” del tribunale era ammesso il solo ricorso alla Gran Corte di cassazione (art. 51).
Il tribunale giudicava dei reati previsti dalla legge “su i delitti e sulle pene” 20 maggio 1808, n. 143. La legge distingueva i delitti contro la società (art. 35) dai delitti contro gli individui (art. 36) e li trattava specificamente negli articoli da 77 a 286. Le pene previste erano la morte, i ferri, la deportazione, la detenzione, il bando dal Regno, l’interdizione dai pubblici uffici, le pene “specialmente esemplari” (art. 47).
Il tribunale fu poi oggetto di regolamentazione con i decreti 20 maggio 1808, n. 141, 26 settembre 1808, n. 182, 14 novembre 1808, n. 218.
Con decreto 29 maggio 1809, n. 381, il Tribunale criminale assunse la denominazione di Corte criminale (art. 1).
Il successivo decreto 1 luglio 1809, n. 447, sancì che per taluni delitti (cospirazione contro lo Stato e l’ordine pubblico, brigantaggio in determinati casi, delitti commessi “con adunamento di persone”, evasione di condannati a pene afflittive e simili) le corti criminali giudicassero come corti speciali e delegate con procedura abbreviata e senza possibilità di ricorso in cassazione, salva solo la questione di competenza (artt. 1-9).
Successivamente, il decreto 27 maggio 1810, n. 652, nell’abolire le Commissioni militari, ne trasferì le competenze alle Corti speciali (art. 2) mentre l’ulteriore decreto 3 luglio 1810, n. 693, prescrisse che per il futuro esse fossero composte da cinque giudici “criminali” e da tre giudici militari (art. 1).

fonti normative

l. 20 mag. 1808, n. 140 - provvedimento di istituzione
decreto 20 mag. 1808, n. 141 - provvedimento di regolamentazione
l. 20 mag. 1808, n. 143 - legge sui delitti e sulle pene
decreto 26 set. 1808, n. 182 - provvedimento di regolamentazione
decreto 26 set. 1808, n. 182 - provvedimento di regolamentazione
decreto 14 nov. 1808, n. 218 - provvedimento di regolamentazione
decreto 29 mag. 1809, n. 381 - cambio denominazione
decreto 1 lug. 1809, n. 447 - sancisce che per taluni delitti le corti criminali giudichino come corti speciali
decreto 27 mag. 1810, n. 652 - provvedimento di abolizione delle Commissioni militari e di trasferimento delle competenze alle Corti speciali
decreto 3 lug. 1810, n. 693 - provvedimento di regolamentazione delle Corti speciali
soggetto produttore collegato
Corte criminale, Aquila (L'Aquila)
Corte criminale, Avellino
Corte criminale, Campobasso
Corte criminale, Chieti
Corte criminale, Cosenza
Corte criminale, Lecce
Corte criminale, Lucera
Corte criminale, Matera
Corte criminale, Napoli
Corte criminale, Potenza
Corte criminale, Salerno
Corte criminale, Santa Maria di Capua (Santa Maria Capua Vetere)
Corte criminale, Teramo
Corte criminale, Trani
Tribunale criminale, Aquila (L'Aquila)
Tribunale criminale, Lucera
Tribunale criminale, Teramo

curatori

creazione
Carmine Viggiani
revisione
Paolo Muzi
revisione
Ezelinda Altieri Magliozzi
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