raccoglitore

profilo istituzionale
tipo di ente: Uffici periferici
Tribunale commerciale di appellazione
datazione
1830 -
contesto storico istituzionale
STATO DELLA CHIESA (1815-1859/1870)
notizie storiche
Per l'editto 18 ago. 1816 l'appello in materia commerciale era portato dinanzi ai due tribunali di appello previsti per le delegazioni, cioè quelli di Bologna e di Macerata per le rispettive circoscrizioni territoriali, e dinanzi al tribunale romano collegiale dell'Auditor Camerae per tutte le altre province, per qualsiasi somma.
L'editto 1° giu. 1821 affidò la giurisdizione dell'appello in materia commerciale ai tribunali di appello istituiti per i giudizi civili (artt. 16 e sgg.), quindi oltre ai tribunali di appello di Bologna e Macerata anche ai due tribunali romani dell'Auditor Camerae per somme non rotali e della Rota per somme rotali. Dal 1824, per le riforme di Leone XII (motuproprio 5 ottobre), i tribunali collegiali d’appello civile, con giurisdizione anche di appello commerciale, furono ridotti a due, quello di appello di Bologna e il tribunale romano della Rota (artt. A38 sgg.), essendo stato soppresso il tribunale di appello di Macerata (art. A37) ed essendo stata ridotta la competenza nonché la composizione del tribunale dell’Auditor Camerae, del quale fu abolita la collegialità (art. A29) [vedi  amplius  alle voci Tribunale di commercio e Tribunale di appellazione ]
Con l’art. 80 del motuproprio 21 dic. 1827 fu confermato che l’appello dalle sentenze dei tribunali commerciali delle quattro legazioni era portato dinanzi al Tribunale di appellazione di Bologna, rimanendo al ricorrente la possibilità di adire alla Rota romana dinanzi alla quale, comunque, era portata l’eventuale terza istanza. Da tutte le altre province l’appello era di competenza della Rota.
L'unico specifico tribunale di appello commerciale, o tribunale commerciale di appellazione, fu istituito in Ancona nel 1830 per tutte le cause commerciali e marittime decise dai tribunali di Urbino e Pesaro, Macerata e Camerino, Ancona, Fermo e Ascoli (notificazione del segretario di Stato del 27 febbraio che pubblica il motuproprio di Pio VIII del 28 genn.1830, art. 1). Era composto da cinque giudici, tre dei quali commercianti e due giurisprudenti, più due supplenti (art. 2); dalle sue sentenze era previsto il ricorso in terzo grado dinanzi alla Rota, nei modi e nelle forme prescritti dall’editto 1 giu. 1821 (art. 3). Le udienze del Tribunale di appello commerciale di Ancona si svolgevano nella stessa sala del tribunale di commercio di prima istanza (art. 4), gli atti erano formati dalla stessa cancelleria (art. 6).
Nelle altre province l'appello era portato come prima dinanzi al Tribunale di appello di Bologna per le quattro legazioni, e dinanzi al Tribunale della rota per tutti gli altri territori.
Con il regolamento civile del 1831 (editto 5 ottobre) l’appello alle cause non superiori ai cinquecento scudi decise anche in materia commerciale dai tribunali di Perugia, Spoleto, Rieti Viterbo, Civitavecchia, Frosinone, Benevento, Roma - escluse dalle competenze dei tribunali di appello di Bologna e di Ancona - era di competenza della Congregazione civile dell’Auditor Camerae (artt. 44 e, per il terzo grado, 45); l’appello alle cause superiori ai cinquecento scudi decise dai suddetti tribunali appartenevano alla giurisdizione del Tribunale della rota (artt. 47-48).
I due tribunali di appello di Bologna (civile e commerciale) e di Ancona (solo commerciale) furono confermati dal regolamento civile del 10 nov. 1834 (art. 303), e così la giurisdizione di appello in materia commerciale della Congregazione civile dell’Auditor Camerae (artt. 318-319) e del Tribunale della rota (artt. 322-323).
Con editto 24 lu. 1835 fu chiarito che al Tribunale di commercio di Ancona di primo grado veniva applicato l’ordinamento stabilito con il titolo VI dell’editto 8 lu. 1831 per il Tribunale di commercio di Roma, mentre il Tribunale commerciale di appello di Ancona rimaneva ordinato nella forma prescritta dal motuproprio 28 genn. 1830 (artt. 1-2).

fonti normative

editto 18 ago. 1816 - provvedimento relativo all'appello in materia commerciale
editto 1 giu. 1821 - provvedimento relativo alla giurisdizione dell'appello in materia commerciale
motuproprio 5 ott. 1824 - provvedimento di regolamentazione
motuproprio 21 dic. 1827 - provvedimento relativo all’appello dalle sentenze dei tribunali commerciali delle quattro legazioni
motuproprio 28 gen. 1830 - provvedimento di istituzione del Tribunale di appello commerciale di Ancona
notificazione 27 feb. 1830 - provvedimento di istituzione del Tribunale di appello commerciale di Ancona
editto 5 ott. 1831 - regolamento civile
regolamento 10 nov. 1834 - regolamento civile
editto 24 lug. 1835 - provvedimento relativo al Tribunale di commercio di Ancona
soggetto produttore collegato
Tribunale di commercio di appello di Ancona

curatori

creazione
Carla Lodolini Tupputi
revisione
Ezelinda Altieri Magliozzi
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