Costituito provvisoriamente con r. biglietto 1°mag. 1815, il consiglio venne confermato e dotato di stabile organizzazione con successivo provvedimento dell'11 mar. 1817. Erano inizialmente chiamati a far parte di tale organo consultivo i " capi delle tre segreterie ", ossia dell'interno, degli esteri e di guerra, nonché i ministri di Stato che il sovrano avesse ritenuto opportuno farvi intervenire in relazione alle materie trattate. La composizione del consiglio fu ridefinita nel marzo 1817 con l'inserimento permanente, accanto ai titolari dei tre predetti dicasteri, del primo segretario delle finanze, mentre veniva estesa la partecipazione, limitata ai casi di trattazione di questioni di loro competenza, del primo segretario per gli affari di Sardegna e di quello di polizia. La presenza di quest'ultimo quale membro effettivo venne infine stabilita con il r. biglietto 30 mar. 1818 che pose altresì il consiglio sotto la diretta presidenza del sovrano. Era del resto data facoltà ai consiglieri di richiedere l'intervento alle sedute di altri ministri di Stato, dei capi dei supremi magistrati, quali Senati, Camera dei conti e Aziende.
Non più riconvocato durante il regno di Carlo Felice (1821-1831) il consiglio fu regolarmente riunito dal gennaio 1832, con l'ascesa al trono di Carlo Alberto, e dotato di un nuovo regolamento, che ne disciplinava attribuzioni e funzionamento senza peraltro mutarne natura e composizione (r. biglietto 9 ott. 1841). Con l'emanazione dello statuto del regno (4 mar. 1848) e la conseguente introduzione del regime costituzionale, l'organo veniva soppresso e sostituito, nelle funzioni svolte, dal consiglio dei ministri