Il r.d. 9 nov. 1861, n. 322 aveva istituito presso il ministero dell'agricoltura, industria e commercio un ufficio centrale delle privative industriali, che tuttavia non venne mai di fatto costituito. Funzionò invece presso lo stesso ministero e poi presso tutti i ministeri che ne ereditarono le competenze una commissione centrale di revisione dei reclami sulle privative industriali, istituita con l.30 ott. 1859
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Raccolta regno Sardegna, 1859, n. 3731] industriali nel loro complesso venivano trattate nell'ambito di una sezione, poi divisione delle proprietà intellettuali - che si occupava anche del diritto di autore - dipendente dal gabinetto. A partire dal 1912 venne istituito un ufficio della proprietà intellettuale dipendente dall'ispettorato generale dell'industria. Tale struttura restò sostanzialmente immutata con il passaggio al ministero dell'industria commercio e lavoro, poi ministero dell'industria e commercio, poi ministero dell'economia nazionale, poi ministero delle corporazioni, ad eccezione di un breve periodo tra il 1931 e il 1934, in cui l'ufficio dipese dalla direzione generale delle associazioni professionali per poi tornare alle dipendenze della direzione generale dell'industria. In base all'art. 70 del r.d. 29 giu. 1939, n. 1127, fu istituito presso il ministero delle corporazioni l'ufficio centrale dei brevetti per invenzioni modelli e marchi. Con questo provvedimento del 1939 la materia dei brevetti ebbe una disciplina autonoma rispetto al più ampio ambito della proprietà intellettuale, mentre una precedente disposizione legislativa tendente allo stesso scopo (r.d. 13 sett. 1934, n. 1602), non aveva avuto attuazione. Con la fine della guerra l'ufficio centrale dei brevetti venne inizialmente inquadrato nell'ambito della direzione generale dell'industria e miniere, poi in quella della produzione industriale e infine, a partire dal 1955, in quella degli affari generali. Con d.m. 2 genn. 1958 passò alle dirette dipendenze del ministro