Istituito nel 1780 come monte nummario per il prestito gratuito di denaro con garanzia di pegno su cose mobili da Vittorio Amedeo III. Il 12 ottobre 1781 fu pubblicato il suo statuto, modellato su quello dell'opera pia di S. Paolo in Torino, ed il 17 novembre 1782 l'ente prese a funzionare nei locali dell'ex-collegio gesuitico di S. Croce, pure assegnatigli dal sovrano. La sua amministrazione fu affidata al censore generale (vedi
Censorato generale
) ed alla giunta diocesana di Cagliari sino al 1851, quando fu assunta dalla commissione comunale, che nel 1854 la cedette a sua volta alla congregazione - di carità, a norma del r.d. 5 giu. 1854. Con altro r.d. 14 giu. 1856 venne approvato il regolamento del monte, che lo autorizzava a riscuotere dal successivo, 1 gennaio un modico interesse sui prestiti concessi. Un nuovo statuto fu approvato con r.d. 31 lu. 1858, in virtù del quale dal 1 aprile 1859 l'ente assunse la denominazione di monte di pietà, mantenendo intatte le finalità e l'amministrazione da parte della congregazione. Nell'occasione fu aumentato il fondo circolante mediante l'ammissione di depositi privati al 5%; fu fissato al 6% l'interesse sui prestiti, e fu ampliato l'organico del personale, costituito da un segretario, un segretario assistente, un tesoriere, un magazziniere, un perito delle gioie, un perito delle robe ed un serviente: tutti obbligati, ad eccezione di quest'ultimo, a tenere apposite scritture a testimonianza della loro attività. Nel febbraio 1879, essendo stata sciolta la congregazione a causa di gravi reati commessi in suo danno dagli amministratori, il monte fu diretto da un commissario, sino alla ricostituzione della congregazione avvenuta nel 1887