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 Notai di Candia

Livello di descrizione: fondo
Consistenza:  bb. 295
Estremi cronologici:  (1271-1669)
Mezzi di corredo:  Inventario 1991

Nota archivistica
Candia e casali: sec. XIV con frammenti del sec. XIII bb. 32, sec. XV bb. 48, sec. XVI bb. 89, sec. XVII bb. 96.
Gerapetra e casali: sec. XVI b. 1, sec. XVII bb. 3.
Retimo: sec. XVI b. 1, sec. XVII b. 1.
Sitia e casali: sec. XV b. 1, sec. XVI bb. 5, sec. XVII bb. 17.
I protocolli dei testamenti sono di solito uniti a quelli degli atti, salvo frammenti dei secc. XIV-XV, b. 1

informazioni storico-istituzionali

soggetto produttore
Notai di Candia
Nota storica
Nella città e nell'isola di Candia (Creta) le strutture amministrative erano modellate, per quanto possibile, su quelle veneziane ed anche il notariato seguiva norme analoghe a quelle della Dominante; le carte dei notai defunti o assenti erano pertanto raccolte a Candia nella cancelleria del duca, nelle altre sedi in quelle dei rettori. L'archivio notarile di Candia e residui di quelli delle altre città e territori furono portati in salvo a Venezia nel 1670, dopo la perdita dell'isola, insieme all'archivio del duca (vedi Duca di Candia ) e trovarono posto a palazzo ducale, dove il profugo Tommaso Sachellari, notaio e ultimo vicecancellier grande, nominato custode dell'archivio delle scritture di Candia, provvide ad un primo riordino, sebbene non sempre felice riguardo al materiale più antico, forse male ordinato già nel sec. XVI. Dopo le traversie susseguite alla caduta della repubblica le carte cretesi, con altro materiale, furono riscoperte in due momenti, nel 1811 e nel 1819. Grazie alle successive ripartizioni i notai furono assegnati all'archivio notarile, di cui seguirono le sorti fino al versamento all'AS Venezia nel 1884; vi furono ordinati (1819) da Gio. Filippo Maderni e Pietro Costantini secondo il solito criterio alfabetico-cronologico, mentre la statistica elenca i notai in ordine alfabetico. Dalla fine del sec. XV sono conservati protocolli di notai greci, i cui rogiti sono tra i primi documenti in neo-greco; altri notai sono bilingui o trilingui e rogano in latino, greco, italiano, a volte scrivendo in greco con caratteri latini
Bibliografia
BIBL.: DA MOSTO, I, p. 244 (elenco parziale). ARCHIVIO DI STATO IN VENEZIA, Statistica... cit., pp. 259-285; Documenti della colonia veneziana di Creta, I, Imbreviature di Pietro Scardon (1271), a cura di A. LOMBARDO, Torino 1942; Benvenuto de Brixano, notaio in Candia (1301-1302), a cura di R. MOROZZO DELLA ROCCA, Venezia 1950 (Fonti per la storia di Venezia. Archivi notarili); Leonardo Marcello, notaio in Candia (1278-1281), a cura di M. CHIAUDANO ed A. LOMBARDO, ivi 1960 (Fonti per la storia di Venezia. Archivi notarili); Zaccaria de Fredo, notaio in Candia (1352-1358), a cura di A. LOMBARDO, ivi 1968 (Fonti per la storia di Venezia. Archivi notarili); M. F. TIEPOLO, Note sul riordino degli archivi del Duca e dei notai di Candia... citata
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