1282:
scoppia a Palermo la rivolta detta dei “vespri siciliani” che porta alla cacciata dei francesi dall’isola; mentre Carlo I d’Angiò diventa re di Napoli, Pietro d’Aragona è incoronato re di Sicilia; la crisi del potere centrale favorisce la nascita del Comune di Palermo
1302 (pace di Caltabellotta):
a seguito della pace di Caltabellotta, con cui si conclude la guerra del “vespro” tra Angioini e Aragonesi, viene sancita la separazione tra i due regni; in Sicilia Federico d’Aragona viene incoronato re di Trinacria, in quanto il titolo di re di Sicilia resta agli Angiò di Napoli; la casa d’Aragona, già padrona delle Baleari, conferma il dominio sulla Sicilia e ottiene poi l’investitura feudale dal papa per la Sardegna e la Corsica
1372:
Giovanna I, regina di Napoli, riconosce l’autonomia della Sicilia; il titolo di re di Sicilia passa a Federico III d’Aragona, mentre agli Angiò resta il titolo di re di Napoli
1412-1516:
la Sicilia viene annessa direttamente alla corona d’Aragona con Ferdinando I d’Aragona, re d’Aragona e di Sardegna, e perde la sua autonomia (nel 1512, Ferdinando il Cattolico unifica il Regno d’Aragona con quello di Castiglia, dando inizio al Regno di Spagna); dal 1412 la Sicilia è retta da un viceré
1516-1700:
la Sicilia passa sotto la dominazione spagnola con Carlo V d’Asburgo, dal 1516 re di Spagna, dal 1519 di Germania e d’Austria, poi imperatore; unita, nel 1556, agli Asburgo di Spagna
1700-1713:
la Sicilia passa a Filippo IV di Borbone, re di Spagna
1713 (trattato di Utrecht)-1718:
la Sicilia è sotto il dominio sabaudo, con Vittorio Amedeo, duca di Savoia e Piemonte
1718-1734:
dominazione austriaca, con Carlo VI d’Austria, fratello di Giuseppe I d’Asburgo, imperatore e re di Germania
1734-1812:
dominazione borbonica, con Carlo di Borbone, già duca di Parma e Piacenza, dal 1731, re di Napoli e Sicilia dal 1734 e re di Spagna dal 1759
1812:
viene concessa la costituzione
1812-1814:
la Sicilia è retta da Francesco Gennaro, vicario generale del regno
Va rilevato come nel 1412, agli inizi del viceregno, si trova già consolidata l'organizzazione politico amministrativa che, formatasi nel periodo della monarchia a partire dal 1130, sarà destinata a durare parecchi secoli, sia pure con adattamenti e lente trasformazioni. Pochi sono infatti, come si vedrà, gli istituti nuovi introdotti durante la dominazione spagnola nei secc. XVI-XVII. I Savoia e poi gli Austriaci, mediante nuove "giunte" o "deputazioni", tentarono nei primi decenni del sec. XVIII riforme soprattutto sul piano sociale ed economico; più ampia opera fu tentata dai Borboni, specialmente a partire dalla fine del sec. XVIII sotto l'influsso del riformismo illuminato, finché nel 1812, durante l'occupazione inglese, si giunge alla votazione da parte del parlamento della nota costituzione
[Per più ampie notizie sulle istituzioni amministrative in Sicilia cfr. il già ricordato lavoro manoscritto del Cosentino (prezioso perché riporta la divisione in serie e la consistenza dei fondi prima del disordine e delle gravi perdite causate dalla seconda guerra mondiale) e, oggi, l'articolo citato della Baviera Albanese nel quale sono contenuti riferimenti alla documentazione della " amministrazione superiore " negli Archivi di Barcellona, Simancas, Madrid, Torino, Vienna, Napoli. Per quanto riguarda l'amministrazione locale, si ricorda che presso il comune di Palermo vi e ancora l'antico archivio, con atti a partire dal sec. XIV: F. POLLACI NUCCIO, Dell'archivio comunale, suo stato, suo ordinamento, Palermo 1872 [ristampato in Seminario di storia del risorgimento della facoltà di magistero dell'università di Palermo, n.s., III (1967), pp. 212-299]]