Organo giudiziario di ultimo appello, a carattere collegiale, proprio dello Stato sabaudo. La sua origine risale al sec. XIV; raggiunse la sua configurazione più compiuta nel Settecento; alla fine di quel secolo esistevano tre Senati: di Piemonte, con sede a Torino; di Savoia, con sede a Chambéry; e di Nizza. Il Senato di Piemonte aveva assorbito gli antichi Senati di Asti (1577), di Pinerolo e di Casale (1730).
Il Senato aveva cognizione esclusiva in talune materie (interpretazione delle regie costituzioni, tariffe, statuti, usure ecc.); in appello giudicava sulle sentenze dei Prefetti di valore eccedente le 400 lire. Le sentenze del Senato erano di regola inappellabili; in casi espressamente indicati era ammesso il ricorso al re per mezzo del Gran cancelliere. Le decisioni del Senato avevano forza di legge nei casi non previsti da leggi e statuti.
Oltre che competenze giudiziarie il Senato ne aveva altre, proprie dello Stato assoluto; tra queste emerge l’interinazione, che il Senato faceva delle leggi e degli altri provvedimenti sovrani. “L’interinazione consisteva nella disanima che i magistrati facevano degli editti e patenti, pria di registrarli e renderli esecutivi. Se rinvenivano in essi alcunché di men giusto e pregiudicevole all’interesse pubblico, ne facevano rappresentanza al Principe, il quale o aderiva alle mutazioni che proponevano, oppure ordinava che senz’altro si eseguissero” (Dionisotti, I, p. 148).
I tre Senati furono ricostituiti alla Restaurazione; quello di Piemonte con l’editto 21 maggio 1814, n. 9, che richiamava in vita la legislazione prenapoleonica; esso aveva giurisdizione sui Consigli di giustizia di Alessandria, Aosta e Novara e sulle Prefetture di Torino, Acqui, Alba, Asti, Biella, Casale, Cuneo, Domodossola, Ivrea, Mondovì, Mortara, Pallanza, Pinerolo, Saluzzo, Susa, Tortona, Varallo, Vercelli e Voghera.
Il Senato di Savoia fu ristabilito il 1° dicembre 1814 nella sede provvisoria di Conflans, donde tornò a Chambéry nel marzo 1815; da esso dipendevano le 8 prefetture della divisione di Savoia. Il Senato di Nizza fu riattivato con editto 19 aprile 1816, n. 364; esso era organo di ultimo appello contro le decisioni delle Prefetture di Nizza e Sospello e del Consiglio di giustizia di Oneglia.
Con patenti 24 aprile 1815, n. 159 fu eretto un Senato a Genova, con giurisdizione sul Tribunale di 2a cognizione di Genova, sulla Prefettura di Bobbio e sui Consigli di giustizia di Chiavari, Finale, Novi, Sarzana e Savona.
Con editto 19 settembre 1837, n. 185 fu costituito un Senato a Casale Monferrato, con giurisdizione sui Tribunali di prefettura di Casale, Acqui, Alessandria, Domodossola, Novara, Pallanza, Tortona, Varallo e Voghera. Infine il nome di Senato fu attribuito, dal 2 novembre 1847, alla regia Udienza di Cagliari.
All’inizio del 1848 i Senati erano dunque ormai in numero di 6. Lo Statuto carloalbertino del 4 marzo 1848 tolse ai Senati non solo l’antica prerogativa di interinare le leggi, ma lo stesso nome, che fu dato alla Camera alta del Parlamento subalpino; i Senati presero il nome di Magistrati d’appello (patenti 4 marzo 1848, n. 107), finché con il codice di procedura penale del 1854 vennero chiamati Corti d’appello, nome col quale passarono nello Stato italiano unitario.
Con la cessione di Nizza e Savoia alla Francia (29 maggio 1859) la Corte d’appello di Nizza fu soppressa, mentre quella di Chambéry fu conservata.